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	<title>il mar ionio</title>
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	<description>…che il Viaggio abbia inizio.</description>
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		<title>La pentacropoli di Calabria</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Nov 2020 21:43:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Gianmaria Domenico Marrara]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Città e luoghi]]></category>
		<category><![CDATA[generica]]></category>
		<category><![CDATA[La storia]]></category>

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		<description><![CDATA[Per un nuovo sito culturale UNESCO,  che accolga la tesi dell&#8217;unicità delle &#8220;città alte&#8221; bizantine di Calabria. Cinque città calabresi condividono la stessa storia fin dalle origini. Condividono la cultura greco-romana, dalla loro fondazione intorno al 700 d.C. fino alla... <a class="more-link" href="http://www.ilmarionio.it/la-pentacropoli-di-calabria/">Continua a leggere &#8594;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Per un nuovo sito culturale UNESCO,  che accolga la tesi dell&#8217;unicità delle &#8220;città alte&#8221; bizantine di Calabria.</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/11/Codex-Purpureus-Rossanensis-.jpg"><img class="alignnone  wp-image-1730" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/11/Codex-Purpureus-Rossanensis-.jpg" alt="Codex-Purpureus-Rossanensis-" width="689" height="459" /></a></strong></p>
<p>Cinque città calabresi condividono la stessa storia fin dalle origini.<br />
Condividono la cultura greco-romana, dalla loro fondazione intorno al 700 d.C. fino alla conquista normanna del Tema di Calabria dell&#8217;impero greco-romano nel 1050/1075; una cultura che continua, nonostante il progressivo abbandono della lingua greca, fino ai giorni nostri.</p>
<p><strong>Bova, Gerace, Stilo, Santa Severina e Rossano, </strong> unite per avvenimenti storici, orografia, architettura, religione e cultura, sono le perle di una collana di città alte/ acropoli, che si snoda lungo la costa della Calabria ionica. Una visita a queste città riporta il visitatore in un tempo remoto ormai introvabile nel resto d&#8217;Europa, dato che le città e i monumenti più antichi che abitualmente incontriamo sono successivi al 1200. Con delle importanti eccezioni, come le basiliche romane e ravennati del 4/6° secolo.</p>
<p><em><a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/11/Mosaic_of_Justinianus_I_-_Basilica_San_Vitale_Ravenna.jpg"><img class="alignnone  wp-image-1741" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/11/Mosaic_of_Justinianus_I_-_Basilica_San_Vitale_Ravenna-739x1024.jpg" alt="mosaic of Justinian I (Ravenna)" width="528" height="732" /></a></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Dopo la fine delle guerre Gotiche, intorno al 555, l&#8217;Impero Romano guidato dal grande Giustiniano I, torna alla sua universalità con la riconquista di gran parte dei territori che lo costituivano fino al 476, prima che i popoli del Nordest, e in particolare i Goti, i Franchi e i Vandali,  ne occupassero la parte occidentale.</em><br />
<em> La penisola italiana è duramente provata da venti anni di guerra, e impoverita sia economicamente che demograficamente. Inizia una ricostruzione e una riorganizzazione del potere, dell&#8217;economia, delle vie di comunicazione, incentivate dalla ritrovata stabilità.</em><br />
<em> Ma dal 630, sotto le dinastie Eracliana ed Isaurica, l&#8217;area asiatica e nordafricana vengono conquistate dagli arabi, che iniziano un&#8217;attività di scorrerie navali sulle coste mediterranee, che nel 9°secolo si concluderà addirittura con la conquista della Sicilia. La perdita di Siracusa nell&#8217;878 porterà un&#8217;ondata di sgomento e di oscuri presagi a Costantinopoli e nel Tema di Calabria.</em></p>
<div id="attachment_1742" class="wp-caption alignnone" ><a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/11/Unknown.jpeg"><img class=" wp-image-1742" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/11/Unknown.jpeg" alt="Assedio arabo di Siracusa" width="506" height="374" /></a><p class="wp-caption-text">Assedio arabo di Siracusa</p></div>
<p><strong>In conseguenza del nuovo assetto geopolitico del Mediterraneo, che genera insicurezza negli abitanti delle coste, le città e le popolazioni marinare si spostano a monte, in posizione difendibile.</strong><br />
I nuovi abitati vengono edificati su rocche alte e dai fianchi scoscesi, munite di mura, a una distanza di 10-15 kilometri dal mare, per poter vedere gli invasori ed avere il tempo di ritirarsi al sicuro nella città alta. Il territorio conserva gli usi agricoli e le attività tradizionali dell&#8217;allevamento e della pesca.<br />
<strong>E&#8217; così che gli abitanti di Leucopetra fondano Vua, poi Bova; i Locresi Gheraki, Gerace; gli abitanti di Kaulonìa Stilos, poi Stilo; i Crotoniati Siberini o Siverini, poi Santa Severina, e infine gli abitanti della Sibaritide Rusianon, Rossano.</strong></p>
<p><em>Nei secoli che seguono la conquista del Tema di Calabria dell&#8217; Impero Romano da parte dei Franconormanni, avvenuta tra il 1050 e il 1075, si verifica una lenta, forzata occidentalizzazione e latinizzazione, non solo nella lingua ma anche nella componente religiosa.</em><br />
<em> Mentre il clero greco viene sottoposto ad abati romani o franchi, il rito greco viene officiato da preti riuniti in un ordine &#8220;basiliano&#8221;, sotto la giurisdizione di Roma. Gli antichi monasteri perdono la loro indipendenza per diventare commende del potente viceré, duca o gran feudatario di turno.</em><br />
<i> Nell&#8217; 11° secolo la popolazione in Calabria è di lingua greca e lo resterà sopratutto nelle zone interne fino al 17° secolo, nel reggino fino ai giorni nostri, ma dopo il 1300 si perderà l&#8217;uso della lingua scritta con l&#8217;esclusione dei Monasteri dove si continuano a copiare gli antichi testi. Tra il 15° e il 16° secolo il rito greco verrà soppresso nelle diocesi dove è ancora la liturgia in uso quotidiano, come a Bova. I preti greci saranno obbligati a vestire alla latina e, addirittura, a tagliarsi la barba! </i></p>
<p><strong>Le città alte di Calabria</strong> sono situate su pittoresche rocche naturali, tanto care ai viaggiatori del Gran Tour, i panorami romantici spaziano dai monti all&#8217;antico tessuto urbano, con la vista che corre su magnifiche valli di fiumare che sfociano nello Ionio.</p>
<p>Conservano monumenti di grande fascino per la loro struttura architettonica unica e per il loro grande potere evocativo dei lontani echi della storia.<br />
Il territorio è sospeso tra le boscose montagne dell&#8217;Aspromonte, delle Serre e della Sila, e la costa, con marine bellissime per le spiagge,  i piccoli paesi, le importanti aree archeologiche .</p>
<p>Fanno loro da corona numerosi centri minori molto interessanti.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Bova</strong></span>: <strong>l&#8217;area greca con i comuni di Cardeto, Bagaladi, San Lorenzo, Condofuri con la stupenda valle dell&#8217;Amendola e Gallicianò, Roccaforte del Greco, Roghudi, Africo, Palizzi, Samo, San Luca, &#8230; l&#8217;Aspromonte orientale, l&#8217;area archeologica di San Pasquale.</strong></p>
<div id="attachment_1719" class="wp-caption alignnone" ><a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/11/DSC_0479.jpeg"><img class="size-large wp-image-1719" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/11/DSC_0479-1024x683.jpeg" alt="Vua, Bova" width="676" height="451" /></a><p class="wp-caption-text">Vua, Bova</p></div>
<div id="attachment_1720" class="wp-caption alignnone" ><a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/11/DSC_0084.jpeg"><img class="size-large wp-image-1720" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/11/DSC_0084-1024x683.jpeg" alt="Amendolea, valle dei Greci" width="676" height="451" /></a><p class="wp-caption-text">Amendolea, valle dei Greci</p></div>
<div id="attachment_1733" class="wp-caption alignnone" ><a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/11/DSC_0092.jpeg"><img class="size-large wp-image-1733" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/11/DSC_0092-1024x683.jpeg" alt="Panaghìa tis Elladas Gaddhicianò" width="676" height="451" /></a><p class="wp-caption-text">Panaghìa tis Elladas Gaddhicianò</p></div>
<div id="attachment_1721" class="wp-caption alignnone" ><a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/11/DSC_0505.jpeg"><img class="size-large wp-image-1721" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/11/DSC_0505-1024x683.jpeg" alt="Il mare a San Lorenzo, Bovesia" width="676" height="451" /></a><p class="wp-caption-text">Il mare a San Lorenzo, Bovesia</p></div>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Gerace</strong></span>: <strong>la Locride, da Roccella ionica ad Ardore, Gioiosa, Mammola, Locri, con l&#8217;area archeologica dell&#8217;antica città, Siderno, Canolo, &#8230;</strong></p>
<div id="attachment_1735" class="wp-caption alignnone" ><a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/11/Gerace-LEAR.jpg"><img class="size-large wp-image-1735" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/11/Gerace-LEAR-1024x649.jpg" alt="Gerace Edward Lear 1847" width="676" height="428" /></a><p class="wp-caption-text">Gerace Edward Lear 1847</p></div>
<div id="attachment_1734" class="wp-caption alignnone" ><a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/11/DSCN3154.jpeg"><img class="size-large wp-image-1734" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/11/DSCN3154-1024x768.jpeg" alt="Cattedrale di Gerace" width="676" height="507" /></a><p class="wp-caption-text">Cattedrale di Gerace</p></div>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/11/DSCN3142.jpeg"><img class="alignnone  wp-image-1736" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/11/DSCN3142-1024x768.jpeg" alt="DSCN3142" width="675" height="506" /></a><br />
<span style="color: #999999;">                                                      San Francesco Gerace</span></p>
<div id="attachment_1723" class="wp-caption alignnone" ><a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/11/DSC_0047.jpeg"><img class="size-large wp-image-1723" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/11/DSC_0047-1024x683.jpeg" alt="Castello di Roccella" width="676" height="451" /></a><p class="wp-caption-text">Castello di Roccella</p></div>
<div id="attachment_1739" class="wp-caption alignnone" ><a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/11/Locri_Epizefiri_Teatro_Greco-e1591437698529.jpg"><img class=" wp-image-1739" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/11/Locri_Epizefiri_Teatro_Greco-e1591437698529.jpg" alt="Locri Epizefiri Teatro Greco" width="695" height="331" /></a><p class="wp-caption-text">Locri Epizefiri Teatro Greco</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Stilo</strong></span>: <strong>le Serre, la valle dello Stilaro e dell&#8217;Assi, i comuni di Bivongi, Pazzano, Camini, Monasterace con l&#8217;antica Kaulonìa, Riace, Caulonia.</strong></p>
<p><a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/11/DSC_0030.jpeg"><img class="alignnone size-large wp-image-1722" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/11/DSC_0030-1024x683.jpeg" alt="DSC_0030" width="676" height="451" /><br />
<span style="color: #999999;">Stilo e il monte Consolino</span></a></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/11/DSC_0145.jpeg"><img class="alignnone size-large wp-image-1724" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/11/DSC_0145-1024x683.jpeg" alt="DSC_0145" width="676" height="451" /></a><a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/11/DSC_0030.jpeg"><br />
</a></span><span style="color: #999999;">                                            <a style="color: #999999;" href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/11/DSC_0030.jpeg">La Cattolica e la valle dello Stilàro</a></span></p>
<p><a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/11/DSCN1689.jpeg"><img class="alignnone size-large wp-image-1725" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/11/DSCN1689-1024x997.jpeg" alt="DSCN1689" width="676" height="658" /></a><br />
<span style="color: #999999;">                                  Monastero di San Giovanni Therestìs Bivongi</span></p>
<div id="attachment_1727" class="wp-caption alignnone" ><a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/11/DSCN17081.jpeg"><img class="size-large wp-image-1727" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/11/DSCN17081-1024x768.jpeg" alt="Chiesa di San Giovanni Therìstis a Bivongi" width="676" height="507" /></a><p class="wp-caption-text">Chiesa di San Giovanni Therìstis a Bivongi</p></div>
<div id="attachment_1729" class="wp-caption alignnone" ><a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/11/Museo-e-Parco-Archeologico-di-Monasterace-Mosaici-del-Drago-e-Delfino.jpg"><img class="size-large wp-image-1729" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/11/Museo-e-Parco-Archeologico-di-Monasterace-Mosaici-del-Drago-e-Delfino-1024x419.jpg" alt="I mosaici di Kaulonìa" width="676" height="277" /></a><p class="wp-caption-text">I mosaici di Kaulonìa</p></div>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Santa Severina</strong></span>: <strong>la Sila Piccola, i comuni del Marchesato , Crotone con Capo Colonna.</strong></p>
<p><a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/11/unnamed-2.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-1712" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/11/unnamed-2.jpg" alt="unnamed-2" width="436" height="512" /></a><br />
<a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/11/photo0jpg.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-1714" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/11/photo0jpg-1024x768.jpg" alt="photo0jpg" width="676" height="507" /></a></p>
<p><a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/11/santaseverina-vista-iloveimg-resized.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-1715" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/11/santaseverina-vista-iloveimg-resized.jpg" alt="santaseverina-vista-iloveimg-resized" width="676" height="449" /></a></p>
<p><a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/11/Battistero-Santa-Severina.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-1716" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/11/Battistero-Santa-Severina-1024x645.jpg" alt="Battistero-Santa-Severina" width="676" height="426" /></a></p>
<p><a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/11/il_battistero_bizantino_di_santa_severina.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-1717" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/11/il_battistero_bizantino_di_santa_severina-721x1024.jpg" alt="il_battistero_bizantino_di_santa_severina" width="676" height="960" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Rossano</strong></span>: <strong>la Sila greca, Corigliano, Sibari e la valle del Crati.</strong></p>
<p><a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/11/rossano_calabro_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1708" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/11/rossano_calabro_1.jpg" alt="rossano_calabro_" width="616" height="365" /></a></p>
<p><a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/11/Abbazia_di_Santa_Maria_del_Patire-Rossano-Tour-Calabria-Italy.jpeg"><img class="alignnone size-large wp-image-1710" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/11/Abbazia_di_Santa_Maria_del_Patire-Rossano-Tour-Calabria-Italy-1024x768.jpeg" alt="Abbazia_di_Santa_Maria_del_Patire-Rossano-Tour-Calabria-Italy" width="676" height="507" /></a></p>
<p><a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/11/unnamed-1.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-1711" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/11/unnamed-1.jpg" alt="unnamed-1" width="512" height="288" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_324" class="wp-caption alignnone" ><a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/10/rossano-san-marco-absidi.jpg"><img class="size-large wp-image-324" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/10/rossano-san-marco-absidi-1024x767.jpg" alt="San Marco Rossano" width="676" height="506" /></a><p class="wp-caption-text">San Marco Rossano</p></div>
<p>Le tradizioni artistiche e gastronomiche le rendono altresì uniche ed omogenee.<br />
Due vastissimi capitoli, quello artistico/archeologico con il Codex e l&#8217;Achiropita, il Battistero di Santa Severina, la Cattolica, la Cattedrale di Gerace, l&#8217;antico abitato di Bova&#8230;e le grandi collezioni del Museo di Reggio.<br />
Quello della  produzione alimentare e della gastronomia, con il loro riunire mare e montagna, in una infinita serie di ricette uniche al mondo.<br />
Infine un filo rosso costituito dalla meravigliosa sensibilità ed amore delle popolazioni per la loro terra e le tradizioni gelosamente conservate.</p>
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		<title>L&#8217;arancio, un frutto dolce e amaro: l&#8217;altro fratello</title>
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		<pubDate>Fri, 01 May 2020 01:09:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Gianmaria Domenico Marrara]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[generica]]></category>
		<category><![CDATA[Sapori]]></category>
		<category><![CDATA[uomo, natura, animali]]></category>

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		<description><![CDATA[Poche piante hanno contribuito a mutare il paesaggio mediterraneo come l&#8217;arancio, forse solo l&#8217;ulivo e la palma e , naturalmente l&#8217;altro coltivatissimo &#8220;citrus&#8221;, il limone. Prima di parlare delle tante varietà, del suo valore economico e culturale, proviamo a conoscere... <a class="more-link" href="http://www.ilmarionio.it/larancio-un-frutto-dolce-e-amaro-laltro-fratello/">Continua a leggere &#8594;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Poche piante hanno contribuito a mutare il paesaggio mediterraneo come l&#8217;arancio, forse solo l&#8217;ulivo e la palma e , naturalmente l&#8217;altro coltivatissimo &#8220;citrus&#8221;, il limone. Prima di parlare delle tante varietà, del suo valore economico e culturale, proviamo a conoscere questi agrumi fratelli ma dissimili a partire dalla storia della loro diffusione geografica.<br />
Va detto comunque che al giorno d&#8217;oggi usiamo comunemente parlare di arance amare, di arance (per definire i diffusissimi frutti dell&#8217;arancio dolce), e di arance dolci (per definire i frutti dolcissimi della varietà di arance dolci vaniglia, piuttosto rare).</p>
<p><strong>L&#8217; arancio dolce, <em>citrus aurantium sinensis, </em></strong><em>Engler, Osbeck</em>, non proviene dalla stessa zona di origine degli altri agrumi. La sua importazione fu molto più tarda e non seguì certamente le stesse vie: un frutto così squisito e attraente avrebbe senza dubbio lasciato traccia nella letteratura di viaggio e commercio. Ebbe invece origine nella Cocincina (Indocina) e si diffuse solo tra il XIV° e XV° secolo sulla costa indiana del Bengala.<br />
<a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/04/indocina.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1544" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/04/indocina.jpg" alt="indocina" width="400" height="482" /></a><br />
La sua introduzione in Europa si deve ai portoghesi e ai loro viaggi commerciali in oriente. Intorno al 1510 si stabilirono a Goa, nel Kerala e a Sri Lanka, raggiungendo la Cocincina.Il primo albero importato in Europa di cui si ha notizia fu piantato nel 1548 nel giardino del conte di San Lorenzo a Lisbona. Il gesuita Lecomte, nei suoi <em>Nouveax memoires sur l&#8217;état presénte de la Chine (Paris, 1679),</em> ci riporta che &#8220;<em>on le nome orange de la Chine, parceque celle que nous vimes puro la premierefois en avaient été apporté.  Le première et unique </em><i>oranger , duquel on dit quelles sont tout venues, se conserve encore a Lisbonne dans la maison du comte            S. Laurent, et c&#8217;est aux Portugais que nous sommes redevable d&#8217;un si excellent fruit&#8221;.</i><br />
Giovanni Battista Ferrari, gesuita senese nel suo magnifico testo <em>&#8220;De Florum Cultura&#8221; </em>pubblicato a Roma nel 1633 lo chiama <em>aurantium olisiponense (di Lisbona) </em>e aggiunge che venne spedito da Lisbona a Roma per la prima volta <em>&#8221; ad Pios et Barberinos hortos&#8221;.  </em>Lo descrive poi nella sua opera<em> &#8220;Hesperides&#8221;, </em>sugli agrumi, edita nel 1646<em>.  </em>Nel Mediterraneo non si hanno notizie dell&#8217;arancio dolce prima del 1600. E&#8217; interessante ricordare che Vasco de Gama in viaggio nelle Indie, nel 1498 riceve in omaggio a Calicut delle arance dolci. Andrea Navagero, ambasciatore della Serenissima presso il Re di Spagna, in un suo libro edito nel 1525 narra degli alberi prodigiosi di arancio presenti nel giardino del Re a Siviglia, aranci dai frutti dolci!</p>
<div id="attachment_1552" class="wp-caption alignnone" ><a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/04/27f20e91cd1a533aa488ef18b7028266.jpg"><img class="size-large wp-image-1552" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/04/27f20e91cd1a533aa488ef18b7028266-710x1024.jpg" alt="Aurantium, da Hesperides di G.B.Ferrari, 1646" width="676" height="975" /></a><p class="wp-caption-text">Aurantium, da Hesperides di G.B.Ferrari, 1646</p></div>
<p>La coltivazione dell&#8217;arancio dolce si sviluppò enormemente su tutte le coste mediterranee a partire dal XVI° secolo, caratterizzandone e rivoluzionandone il paesaggio; il suo percorso, al contrario degli altri agrumi, partì dal Portogallo e si diffuse dal mondo cristiano a quello islamico, da ovest verso est. Non a caso in Italia meridionale si chiama portuallo e in Grecia portokali.<br />
(in preparazione&#8230;.giardini di arancio)<br />
Oggi l&#8217;arancio dolce viene coltivato in tutto il mondo, alle latitudini subtropicali e nei climi temperati, e costituisce uno dei prodotti agricoli più diffusi e redditizi. Darò un breve resoconto della sua importanza commerciale con i dati  sulla produzione italiana ed in particolare calabrese e siciliana.</p>
<div class="column"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Gli agrumi in Italia</strong></span><br />
L’agrumicoltura italiana nel 2012 contribuisce alla ricchezza del paese con un valore delle proprie produzioni, ai prezzi di base, che si attesta intorno a 1,4 miliardi di euro, incidendo per poco meno di un terzo del valore complessivo della frutta (fresca e secca).<br />
Nel suo insieme il comparto agrumicolo contribuisce a poco meno del 3% del valore dell’agricoltura nazionale, attestandosi su livelli sostanzialmente analoghi a quelli riscontrati alla fine degli anni ’90 del secolo scorso.<br />
L’agrumicoltura, nelle sue connotazioni storiche e attuali, si ca- ratterizza per una marcata polarizzazione nelle regioni meridionali della penisola e nelle isole, pur non mancando areali di coltiva- zione, di interesse non trascurabile, al di fuori di questi territori (Liguria, Lombardia ecc.).<br />
Il comparto agrumicolo nazionale, nell’ultimo ventennio, è stato interessato da notevoli cambiamenti che hanno coinvolto sia l’of- ferta sia la domanda. Tali mutamenti, non diversi da quelli regi- strati in altri comparti produttivi, hanno riguardato l’aumento dei prezzi reali del lavoro e degli input impiegati, l’inasprimento delle politiche fiscali e previdenziali, una marcata riduzione dei prezzi alla produzione e il concomitante smantellamento delle politiche comunitarie (in termini di tutela e di sostegno). Le difficoltà del comparto sono andate accentuandosi soprattutto negli ultimi 5-10 anni, sconfinando in situazioni di pesante squilibrio tra costi e ricavi, soprattutto nella fase produttiva (specialmente per limoni e mandarini). Questo ha generato una graduale disattivazione dei processi di produzione nell’intera agrumicoltura nazionale e, in ta- lune aree marginali, persino l’abbandono della coltivazione, con effetti sfavorevoli sulle produzioni, sui redditi e sull’occupazione dell’intera filiera agrumicola nazionale. Tuttavia, anche in una fase certamente non favorevole, gli operatori del comparto hanno co- munque reagito attraverso l’introduzione di un’ampia gamma di innovazioni di processo, di prodotto e di tipo organizzativo, mirate sia al contenimento dei costi di produzione sia agli adattamenti generati dall’evoluzione della domanda, sempre più caratterizzata da prodotti differenziati (tanto per il “fresco” quanto per i trasformati).</p>
<div class="column"><strong>In Italia le superfici agrumetate, nel 2012, si attestano intorno ai 170.000 ettari</strong>, con una netta preponderanza di quelle arancicole (60,1%), seguite a notevole distanza dai “piccoli frutti”, clementine e mandarini (22,2%), dai limoni (16,2%) e dalle “altre” (bergamotto, pompelmo ecc.) (1,1%).<br />
<strong>Le produzioni nel quadriennio 2008-2012 si attestano intorno ai 3,9 milioni di t</strong>, distribuendosi sostanzialmente con gli stessi ordini di grandezza delle precedenti, con il primato delle arance (63,3%), seguite dal gruppo dei “piccoli frutti” (21,9), dai limoni (13,9%) e dagli “altri” agrumi (0,9%).<br />
Riguardo alla <strong>distribuzione geografica</strong> degli investimenti, la <strong>Sicilia</strong> assume saldamente il ruolo di leader nazionale (55,8%), con qua- si 95.000 ettari coltivati, seguita a notevole distanza dalla <strong>Calabria</strong> (25,6%), con poco più di 43.000 ettari investiti. Meno sviluppata l’agrumicoltura in Puglia (6,6%), con poco più di 11.000 ettari, in Sardegna (4,8%) e in Basilicata (4,7), dove si coltivano appena oltre 8000 ettari. La Campania (2%) si colloca al sesto posto con oltre 3000 ettari. Residuale l’agrumicoltura nelle altre regioni d’Italia (0,6%), con meno di 1000 ettari di coltivazione.<br />
Con riferimento alle produzioni, si rileva che i risultati dell’ultimo quadriennio (2008-2012) mettono in luce che la Trinacria confer- ma il proprio primato con più di 1,8 milioni di t di agrumi realizzati (47,4%), seguita dalla Calabria con circa 1,4 milioni di t (37,1%). Anche in questo caso segue, molto indietro, la Puglia con 280.000 t (7,2%) e, ancora oltre, la Basilicata con quasi 160.000 t (4%), la Sardegna con 86.000 t (2,2%), la Campania con meno di 70.000 t e le altre regioni, nelle quali si producono non più di 9000 t di agrumi (0,2%).</div>
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<div class="column"><span style="color: #ff0000;">Superfici e produzioni agrumarie in Italia per specie</span></div>
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<div class="column"><span style="color: #ff0000;">Specie</span></div>
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<div class="column"><span style="color: #ff0000;">2012</span></div>
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<div class="column"><span style="color: #ff0000;">2008-2012</span></div>
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<div class="column"><span style="color: #ff0000;">Aranci</span></div>
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<div class="column"><span style="color: #ff0000;">63,3</span></div>
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<div class="column"><span style="color: #ff0000;">Limoni</span></div>
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<div class="column"><span style="color: #ff0000;">Mandarini</span></div>
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<div class="column"><span style="color: #ff0000;">Clementine</span></div>
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<div class="column"><span style="color: #ff0000;">17,2</span></div>
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<div class="column"><span style="color: #ff0000;">701,5</span></div>
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<div class="column"><span style="color: #ff0000;">18,1</span></div>
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<div class="column"><span style="color: #ff0000;">Altre</span></div>
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<div class="column"><span style="color: #ff0000;">1836</span></div>
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<div class="column"><span style="color: #ff0000;">TOTALE</span></div>
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<div class="column"><span style="color: #ff0000;">100</span></div>
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<div class="column">Fonte: elaborazioni su dati ISTAT.</div>
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<p> <strong>L&#8217;arancio in Sicilia</strong></p>
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<div class="section">
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<div class="column">L’introduzione degli agrumi in Sicilia, con l’arancio amaro, si fa risalire al IX-X secolo, mentre l’arancio dolce fu introdotto dai por- toghesi e dai genovesi intorno al 1500. Più recente (inizi del XIX secolo) è la diffusione del mandarino comune, proveniente dalla Cina come pianta ornamentale; solo nella metà dell’Otto- cento furono realizzati i primi impianti a fini commerciali.<br />
La coltivazione degli agrumi si è diffusa con notevole facilità in Sicilia, dove ha trovato condizioni pedoclimatiche ideali per pro- duzioni di particolare pregio.<br />
Gli agrumi coltivati nell’isola oggi sono concentrati prevalentemente lungo le fasce costiere tirrenica e ionica, nella Piana di Ca- tania e in un breve tratto della costa meridionale, da Campobello di Mazara a Ribera.<br />
L’arancio, anche se interessa tutte le province, è concentrato per oltre il 40% delle superfici regionali nei territori di Catania, Siracu- sa, Enna e Agrigento. L’areale più importante è la Piana di Catania, con la coltivazione delle varietà pigmentate (Tarocco, Moro e Sanguinello), di grande interesse economico per gli operatori del- la filiera agrumicola siciliana. La disponibilità, negli ultimi anni, di nuovi cloni di Tarocco ha consentito l’ampliamento del calendario di produzione, con una raccolta che parte a dicembre per conti- nuare fino a giugno. Produzioni di elevata qualità sono presenti nell’area Palagonia-Scordia, caratterizzata da impianti piuttosto giovani e produttivi (Sanguinello e Tarocco).<br />
La provincia di Enna, dal punto di vista colturale, è un’appendice dell’areale catanese, con caratteristiche e problematiche simili. Nel siracusano, la coltivazione dell’arancio interessa il territorio compreso tra Carlentini, Lentini e Francofonte.<br />
L’eccellente qualità del prodotto ha permesso il riconoscimento con marchi come l’Arancia Rossa di Sicilia IGP, che comprende diverse varietà tra cui il Tarocco, il Moro e il Sanguinello. Il territorio di coltivazione si estende nelle province di Catania e Siracusa.<br />
Di indubbio interesse è la produzione di arance bionde ombelica- te, o Navel, in provincia di Agrigento (Ribera e Sciacca); la varietà più diffusa è la Washington Navel, molto apprezzata sui mercati del Nord Italia.<br />
Le particolari condizioni ambientali hanno favorito lo sviluppo di un prodotto di qualità riconosciuto dal marchio Arancia di Ribe- ra DOP, che comprende le varietà Brasiliano, Washington Navel e Navelina, coltivate nella provincia di Agrigento e una piccola appendice in provincia di Palermo.</p>
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<div class="column"><strong><em>Piana di Catania e le arance rosse</em></strong></div>
<p>• La Piana di Catania, estesa per circa 43.000 ettari, di origine alluvionale, caratterizzata dalla “convivenza” <em>delle colate laviche e della vegetazione in continua mutazione proprio a causa della lava, è una delle zone più calde d’Europa. Nella Piana, dai catanesi denominata “Chiana”, si trovano l’Oasi del Simeto e un’oasi protetta quale il Parco dell’Etna, oltre alla riserva marinara dei faraglioni ad Aci Trezza. La Piana ha una predisposizione naturale alla coltivazione degli agrumi, in particolare delle arance, con terreni fertilissimi vocati a una produzione agrumicola mediamente alta. Il microclima tipico della zona di Catania fa sì che le arance rosse abbiano un gusto, un colore e proprietà salutistiche e vitaminiche unici al mondo. Il clima secco con forti escursioni di temperatura tra il giorno e la notte nel periodo di maturazione, tra ottobre e dicembre, consente la produzione delle antocianine che sono alla base della colorazione rossa. Per quanto riguarda le cultivar, il Moro è l’arancia più ricca di tali sostanze e quindi la più pigmentata, seguita dal Sanguinello e infine dal Tarocco.</em></p>
<div id="attachment_853" class="wp-caption alignnone" ><a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/agr-arance-albero.jpg"><img class="size-large wp-image-853" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/agr-arance-albero-1024x568.jpg" alt="Aranceti nella Piana di Catania" width="676" height="375" /></a><p class="wp-caption-text">Aranceti nella Piana di Catania</p></div>
<p><strong>L&#8217;arancio in</strong> <strong>Calabria</strong><br />
La regione è seconda solo alla ben più vasta Sicilia per la produzione di arance.  La superficie coltivata, di ben 43.000 ettari, è pari a quella dell&#8217;intera Piana di Catania. In provincia di Reggio gli aranceti sono particolarmente diffusi sullo Stretto e nella Piana di Gioia e Rosarno, mentre sulla fascia costiera ionica, fino a Monasterace, si coltiva prevalentemente il redditizio bergamotto. Come in tutte le aree agrumicole storiche sono presenti varietà tipiche di arancio, tra le quali si ricorda il Biondo San Giuseppe, una particolare selezione del Belladonna che riesce a conservarsi bene sulla pianta fino al mese di giugno, che ha il suo habitat nelle vallate di Catòna e Gàllico presso Reggio.</p>
<div id="attachment_1610" class="wp-caption alignnone" ><a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/05/arancia-san-giuseppe.jpg"><img class="size-large wp-image-1610" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/05/arancia-san-giuseppe-1024x680.jpg" alt="Arancia di San Giuseppe" width="676" height="449" /></a><p class="wp-caption-text">Arancia di San Giuseppe</p></div>
<p>Accanto alle tradizionali  varietà Tarocco e Ovale, vi è la recente diffusione della Navel, impiantata nell&#8217;area di Rosarno, che riscuote grande successo.</p>
<div id="attachment_1613" class="wp-caption alignnone" ><a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/05/navel.jpeg"><img class="size-full wp-image-1613" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/05/navel.jpeg" alt="arancia Navel ombelicata" width="225" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">arancia Navel ombelicata</p></div>
<p>Nel catanzarese la parte più rappresentativa è la costa tirrenica dove alle coltivazioni di arancio e clementine, nel corso degli anni, si è affiancata un’attività vivaistica, che ha rappresentato un punto fermo per la produzione di materiale di propagazione sia varietale che portinnesti.<br />
L’agrumicoltura più dinamica in quanto legata al mercato di consumo, pertanto in continuo aggiornamento varietale, è quella dell’arco ionico cosentino, in particolare nella Piana di Sibari. In questa zona si hanno ottime produzioni di arance ma anche di altri agrumi di maggior pregio, come il clementine, tanto da primeggiare come area a livello nazionale per superficie coltivata.</p>
<p>La coltivazione degli agrumi in <strong>Puglia</strong> è presente principalmente lungo l’arco ionico tarantino e leccese; una coltivazione di nicchia si pratica nel Gargano, con varietà tipiche locali. L’agrumicoltura si concentra quasi esclusivamente sull’arancicoltura, diffusa su oltre 6000 ettari, e sulla clementinicoltura, che interessa quasi 4800 ettari.La diffusione dell’agrumicoltura in coltura specializzata nell’area tarantina si fa risalire agli inizi del 1900, anche se dell’introduzione di tali frutti in questa zona si ha menzione con tutta probabilità già nel 1700. La scarsa disponibilità idrica ha condizionato la diffusione di questo gruppo di specie, ma è dopo gli anni &#8217;50 che si assiste all’espansione e specializzazione della coltivazione di agrumi, grazie alla riforma fondiaria, che ha consentito di mettere a disposizione degli agricoltori adeguate risorse idriche.Nel tarantino la coltivazione, concentrata nei comuni di Massafra, Palagiano, Palagianello, Castellaneta e Ginosa, vede primeggiare il clementine, con un calendario di maturazione che parte da ottobre per protrarsi a marzo con le varietà tardive. Per l’arancio prevale il Navelina, mentre per il clementine spicca il Comune. Per quanto riguarda i portinnesti prevale l’arancio amaro.  Nel leccese l’incidenza agrumicola non è particolarmente rilevante, però in passato diversi sono stati gli investimenti arancicoli e clementinicoli, che hanno consentito il conseguimento di produzioni di qualità, viste le condizioni ambientali miti che permettono di ottenere produzioni precoci.</p>
</div>
<p><strong>Basilicata</strong><br />
Nel Metapontino, territorio che ha visto la colonizzazione greca e con questa una fiorente attività agricola, il clima particolarmente mite consente la coltivazione dell’arancio, soprattutto Navel, e del clementine. La coltivazione degli agrumi ha origini antiche, dato che sembra siano stati gli arabi a introdurli nelle valli dell’Agri e del Sinni, dove trovarono condizioni idonee di coltivazione grazie alla disponibilità di risorse idriche.  Anche in questa regione l’agrumicoltura interessa quasi esclusivamente l’arancio, principalmente Navelina, ma anche Staccia, vecchia varietà con frutti molto succosi e dalla forma schiacciata, su poco meno di 6000 ettari, e il clementine, con cloni a maturazione precoce, intermedia e tardiva, messo a coltura su oltre 2000 ettari. Un’agrumicoltura destinata al consumo fresco deve soddisfare le esigenze del consumatore, per cui nell’ultimo decennio sono state inserite nuove varietà di agrumi a frutto piccolo, a matura- zione precoce e tardiva. La presenza di condizioni pedoclimatiche vocate, nonché acque irrigue di buona qualità, hanno permesso il ricambio del portinnesto, per cui si è passati dall’arancio amaro ai citrange.</p>
<p><em>La sagra dell’arancia di Montalbano Ionico</em><br />
<em>•Montalbano Ionico si sviluppa </em><em>su una collina costituita da rilievi argillosi, situata a una quindicina </em><em>di chilometri dalle rive del mar Ionio, a un’altezza di 292 m s.l.m. L’area calanchiva sulla quale si sviluppa </em><em>il centro abitato rappresenta una delle zone paesaggistiche più suggestive </em><em>e spettacolari della Basilicata, riconosciuta riserva naturale, </em><em>che comprende i vecchi giardini </em><em>con cultivar di arancio locali</em><br />
<em>• La sagra, </em><em>si svolge nel periodo invernale. La caratterizzano convegni con interventi specifici sull’agrumicoltura del litorale ionico e delle valli dell’Agri e del Sinni, laboratori del gusto e di educazione alimentare. A margine della sagra viene assegnato il premio “Arancia d’oro”</em><em>ai montalbanesi che si sono distinti nell’attività svolta</em></p>
</div>
<p><span style="text-decoration: underline;"><em>Le varietà tradizionali dell’agrumicoltura lucana</em></span></p>
</div>
<p>Si hanno notizie di coltivazioni di agrumi, e in particolare di aranci amari, nella zona di Tursi e Montalbano Ionico in una pubblicazione datata 1843.<br />
<em> Altri citano i superbi giardini dove si coltivano aranci che non hanno niente da invidiare sia per dolcezza sia per grossezza a quelli di Sorrento e Palermo.<br />
Da questi documenti si evince che queste zone della Basilicata sono particolarmente vocate e specializzate nella coltivazione degli aranci. Nel secolo scorso sono stati selezionati diversi ecotipi a polpa bionda e maturazione tardiva (Biondo o Golden</em><br />
<em> di Montalbano e Biondo o Golden di Tursi). Particolare è l’arancia “Staccia” (u’ stacc in dialetto), nome che deriva da un vecchio gioco che ha origini molto antiche, simile al gioco delle bocce ma fatto con pietre piatte dette “stacce” (dal greco straki), da cui prende il nome questa varietà del gruppo delle arance bionde, con frutto di forma oblata, fortemente schiacciata ai poli, con peso medio molto elevato (intorno ai 300 g) e apireno.</em></p>
</div>
</div>
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		<title>L&#8217;arancio, un frutto dolce e amaro: il primo fratello</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Apr 2020 22:56:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Gianmaria Domenico Marrara]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[generica]]></category>
		<category><![CDATA[Sapori]]></category>
		<category><![CDATA[uomo, natura, animali]]></category>

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		<description><![CDATA[Poche piante hanno contribuito a mutare il paesaggio mediterraneo come l&#8217;arancio, forse solo l&#8217;ulivo e la palma e , naturalmente l&#8217;altro coltivatissimo &#8220;citrus&#8221;, il limone. Prima di parlare delle tante varietà, del suo valore economico e culturale, proviamo a conoscere... <a class="more-link" href="http://www.ilmarionio.it/larancio-un-frutto-dolce-e-amaro/">Continua a leggere &#8594;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Poche piante hanno contribuito a mutare il paesaggio mediterraneo come l&#8217;arancio, forse solo l&#8217;ulivo e la palma e , naturalmente l&#8217;altro coltivatissimo &#8220;citrus&#8221;, il limone. Prima di parlare delle tante varietà, del suo valore economico e culturale, proviamo a conoscere questi agrumi fratelli ma dissimili a partire dalla storia della loro diffusione geografica.</p>
<p><strong>L&#8217; arancio amaro, <em>citrus aurantium L. </em></strong>detto anche melangolo, ha avuto un percorso simile a quello degli altri agrumi importati nel Mediterraneo dagli Arabi. E&#8217; originario dell&#8217;Asia sudorientale (fu ritrovato da J.Hooker ai piedi dell&#8217;Himalaya, nel Sikkim e fino al Bengala). Esiste un nome sanscrito per definirlo, <em>nagarunja,</em> da cui derivano tutti gli altri appellativi (hindi: narungee; arabo: narunji; italiano: naranzi, aranci). E&#8217; interessante notare che gli attributi sanscriti legati al suo nome sono riferiti al colore e non descrivono mai il sapore dolce, il che lascia intuire che l&#8217;unica varietà allora nota fosse quella amara (anche gli arabi in seguito descrivono solo quello dal succo amaro).<br />
Secondo l&#8217;erudito arabo Massoud l&#8217;albero giunse dall&#8217; India nel Mediterraneo dopo il 920, attraverso l&#8217;Oman, la Persia, l&#8217;Asia minore e l&#8217;Egitto. San Giovanni Damasceno, dottore delle chiesa vissuto tra il VII e l&#8217;VIII°  secolo a Damasco, e il medico e scienziato arabo Avicenna, in Andalusia all&#8217;inizio dell&#8217;XI° secolo, lo citano. Nel X° e XI° secolo venne impiantato in tutto il Mediterraneo arabo. Alberto Magno (1193-1280) è il primo autore europeo a menzionarlo con il termine <em>arangus</em>, e pare che il primo albero piantato a Roma fu nel giardino del convento di Santa Sabina all&#8217;Aventino da Domenico Guzman, poi San Domenico, nel 1218. Il &#8220;Giardino degli aranci&#8221; dell&#8217;Aventino ha quindi 802 anni !<br />
Venne coltivato immediatamente anche nel Mediterraneo settentrionale, per il suo straordinario fascino decorativo (il Mattioli nel XVI° secolo fornisce una significativa quanto errata etimologia del nome, come derivante da <em>aurantia poma</em> cioè pomi d&#8217;oro) e per il conturbante e sensuale profumo dei suoi fiori, le zagare. Giardini e chiostri furono decorati con questa pianta al tempo ancora esotica, che da allora venne utilizzata per trarne essenze da profumo, e fino al XVI° secolo quella amara fu l&#8217;unica specie di arancio conosciuta nel Mediterraneo; dopo l&#8217;introduzione dell&#8217;arancio dolce la sua coltivazione è stata progressivamente ridotta. <a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/04/Primavera-Botticelli-analisi.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-1523" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/04/Primavera-Botticelli-analisi-1024x682.jpg" alt="Primavera-Botticelli-analisi" width="676" height="450" /></a><br />
Sandro Botticelli dipinge nel 1480 la famosissima &#8220;Primavera&#8221; in cui la rappresentazione è fortemente simbolica della rinascita del mondo che esce dall&#8217;inverno. Il tiepido Zefiro soffia da occidente, dove, sui monti dell&#8217;Atlante, è situato il mitico giardino delle Esperidi e feconda la ninfa Flora, che in tutta la sua bellezza sparge i fiori nella natura; la scena è rappresentata in un bosco di arancio amaro con i suoi pomi d&#8217;oro e le sue zagare profumate, circondata da Venere, Mercurio e le Grazie, simboleggiando prosperità e sensualità.<br />
Oltre all&#8217;aspetto estetico e al suo impiego nell&#8217;architettura dei giardini, oggi l&#8217;arancio amaro ha un <strong>utilizzo officinale</strong> nella preparazione di profumi e sostanze farmaceutiche. Dalla buccia e dal frutto si estrae l&#8217;olio che ha proprietà lipolitiche, in quanto contiene la sinefrina, molecola simile all&#8217;efedrina. Il suo uso farmaceutico riduce il colesterolo e i trigliceridi.<br />
<a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/04/images-1.jpeg"><img class="alignnone size-full wp-image-1529" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/04/images-1.jpeg" alt="images-1" width="311" height="162" /></a><br />
Un importante uso della zagara è l&#8217;estrazione per ottenere l&#8217;<em>olio di Neroli, </em>conosciuto dalla sua introduzione in Francia dal principe Orsini di Nerola nel 1680, usato dalla moglie del principe e poi divenuto di grande pregio. L&#8217; olio di Neroli, oltre  al suo meraviglioso profumo, ha effetto sedativo ed è utile per curare l&#8217;ansia e l&#8217;insonnia. Ancora, dalle foglie per distillazione si estrae un&#8217;acqua di profumo e liquori. L&#8217;assoluta di fiori si ottiene con la tecnica dell&#8217;effleurage, e poi distillando in etere la concreta ottenuta: a differenza del neroli il profumo è più intenso e persistente. Infine dall&#8217;insieme di foglie, fiori e frutti acerbi si ottiene il distillato detto <em>petit grain (piccoli frutti).   </em>Tutte le case profumiere internazionali usano queste essenze, prodotte prevalentemente in Provenza, Sicilia e Calabria.<br />
<a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/04/arancio.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-1524" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/04/arancio-1024x577.jpg" alt="arancio" width="676" height="381" /></a></p>
<p>Ecco una selezione di profumi a base di arancio, che potrete approfondire sui siti specializzati come extrait.it<br />
<a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/04/profumi-arancio.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-1525" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/04/profumi-arancio-1024x322.jpg" alt="profumi-arancio" width="676" height="213" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>MUSABA, il progetto di una vita</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Apr 2020 14:41:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Gianmaria Domenico Marrara]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[generica]]></category>
		<category><![CDATA[Le rotte dell'arte]]></category>
		<category><![CDATA[uomo, natura, animali]]></category>

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		<description><![CDATA[Il sogno di Nik Spatari e della sua compagna Hiske Maas è lì, a Mammola, sulla sponda del fiume Torbido. Percorrendo la strada Tirreno Ionio lo si vede con le sue strutture ardite e colorate, tutte attorno all&#8217;antico monastero di... <a class="more-link" href="http://www.ilmarionio.it/musaba-il-progetto-di-una-vita/">Continua a leggere &#8594;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2017/10/images.jpeg"><img class="alignnone size-full wp-image-1468" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2017/10/images.jpeg" alt="nik spatari musaba" width="279" height="181" /></a>Il sogno di Nik Spatari e della sua compagna Hiske Maas è lì, a Mammola, sulla sponda del fiume Torbido. Percorrendo la strada Tirreno Ionio lo si vede con le sue strutture ardite e colorate, tutte attorno all&#8217;antico monastero di Santa Barbara. Ma quando si arriva all&#8217;ingresso per la stradina sul greto del fiume, l&#8217;impressione è ancora più forte: un dragone, guglie e statue, strutture bizzarre e colore ovunque.         Ho conosciuto Nik, che ha appena compiuto 91 anni, quando avevo 17 anni; era il 1970 e lui già metteva sulla tela le sue forme e colori particolarissimi, il suo cinghiale della creazione del mondo&#8230;    Nik era sordo dall&#8217;infanzia, a causa della esplosione di una bomba alla fine della guerra, ma il suo genio e la sua bellezza lo rendevano immensamente comunicativo.   Trasferitosi a Parigi e poi in giro per l&#8217;Europa, ha conosciuto Hiske, con cui ha realizzato il Museo, nel monastero abbandonato presso Mammola. Il MUseo di SAnta BArbara è insieme abitazione, esposizione d&#8217;arte sul territorio, galleria artistica, centro studi e scuola d&#8217;arte internazionale, che ospita giovani artisti da tutto il mondo.  Una esperienza forte, a pochi chilometri da Mammola e da Gioiosa Ionica, che da sola vale un viaggio in Calabria. Sul sito MUSABA.it troverete tutte le informazioni, io vi propongo le immagini di un luogo nato dalla fantasia di due grandi artisti , per nutrire la fantasia di tutti noi.<img class="alignnone size-large wp-image-1490" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/04/DSC_0241-1024x683.jpg" alt="DSC_0241" width="676" height="451" /><a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/04/DSC_0222.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-1482" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/04/DSC_0222-1024x683.jpg" alt="DSC_0222" width="676" height="451" /></a><a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/04/DSC_0223.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-1483" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/04/DSC_0223-1024x683.jpg" alt="DSC_0223" width="676" height="451" /></a><a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/04/DSC_0224.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-1484" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/04/DSC_0224-1024x683.jpg" alt="DSC_0224" width="676" height="451" /></a><a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/04/DSC_0234.jpg"><img class="alignnone  wp-image-1486" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/04/DSC_0234-683x1024.jpg" alt="DSC_0234" width="550" height="825" /></a><a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/04/DSC_0235.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-1487" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/04/DSC_0235-683x1024.jpg" alt="DSC_0235" width="676" height="1014" /></a><a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/04/DSC_0236.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-1488" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/04/DSC_0236-683x1024.jpg" alt="DSC_0236" width="676" height="1014" /></a><a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/04/DSC_0240.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-1489" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/04/DSC_0240-1024x683.jpg" alt="DSC_0240" width="676" height="451" /></a><a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/04/DSC_0242.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-1491" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/04/DSC_0242-1024x683.jpg" alt="DSC_0242" width="676" height="451" /></a><a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/04/DSC_0244.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-1492" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/04/DSC_0244-683x1024.jpg" alt="DSC_0244" width="676" height="1014" /></a><a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/04/DSC_0247.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-1493" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/04/DSC_0247-1024x683.jpg" alt="DSC_0247" width="676" height="451" /></a><a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/04/DSC_0249.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-1494" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/04/DSC_0249-1024x683.jpg" alt="DSC_0249" width="676" height="451" /></a><a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/04/DSC_0250.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-1495" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/04/DSC_0250-1024x683.jpg" alt="DSC_0250" width="676" height="451" /></a><a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/04/DSC_0253.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-1496" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/04/DSC_0253-683x1024.jpg" alt="DSC_0253" width="676" height="1014" /></a><a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/04/DSC_0254.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-1497" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/04/DSC_0254-1024x683.jpg" alt="DSC_0254" width="676" height="451" /></a><a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/04/DSC_0257.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-1498" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/04/DSC_0257-1024x683.jpg" alt="DSC_0257" width="676" height="451" /></a><a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/04/DSC_0260.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-1499" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/04/DSC_0260-1024x683.jpg" alt="DSC_0260" width="676" height="451" /></a><a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/04/DSC_0263.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-1500" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/04/DSC_0263-1024x683.jpg" alt="DSC_0263" width="676" height="451" /></a><a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2017/10/images-1.jpeg"><img class="alignnone size-full wp-image-1470" alt="" /><img class="alignnone size-large wp-image-1449" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2017/10/DSC_0265-683x1024.jpg" alt="DSC_0265" width="676" height="1014" /></a><a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2017/10/DSC_0268.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-1452" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2017/10/DSC_0268-683x1024.jpg" alt="DSC_0268" width="676" height="1014" /></a><a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2017/10/DSC_0269.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-1453" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2017/10/DSC_0269-1024x683.jpg" alt="DSC_0269" width="676" height="451" /></a><a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2017/10/DSC_0273.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-1457" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2017/10/DSC_0273-1024x683.jpg" alt="DSC_0273" width="676" height="451" /></a><a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2017/10/DSC_0278.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-1462" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2017/10/DSC_0278-1024x683.jpg" alt="DSC_0278" width="676" height="451" /></a><a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2017/10/DSC_0281.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-1465" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2017/10/DSC_0281-1024x683.jpg" alt="DSC_0281" width="676" height="451" /></a><a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2017/10/DSC_0275.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-1459" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2017/10/DSC_0275-1024x683.jpg" alt="DSC_0275" width="676" height="451" /></a><a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2017/10/images-2.jpeg"><img class="alignnone size-full wp-image-1469" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2017/10/images-2.jpeg" alt="nik spatari" width="330" height="153" /></a><a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2017/10/images-1.jpeg"><img class="alignnone size-full wp-image-1470" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2017/10/images-1.jpeg" alt="hiske maas musaba" width="274" height="184" /></a><a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/04/DSC_0220.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-1481" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/04/DSC_0220-1024x683.jpg" alt="DSC_0220" width="676" height="451" /></a></p>
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		<title>Tra Calabria e Athos, uomini in cerca di nuovi paesaggi dello spirito</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Dec 2014 23:41:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Gianmaria Domenico Marrara]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[generica]]></category>
		<category><![CDATA[Le rotte]]></category>

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		<description><![CDATA[I monaci Nilo e Kosmàs, calabrese il primo, greco il secondo, sono partiti dal monte Athos per dare nuova vita al Monastero di San Giovanni il mietitore, Therestìs, fondato a Bivongi, nello Ionio Reggino, nell&#8217;anno Mille, che dopo secoli di... <a class="more-link" href="http://www.ilmarionio.it/tra-calabria-e-athos-uomini-in-cerca-di-nuovi-paesaggi-dello-spirito/">Continua a leggere &#8594;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>I monaci Nilo e Kosmàs, calabrese il primo, greco il secondo, sono partiti dal monte Athos per dare nuova vita al Monastero di San Giovanni il mietitore, Therestìs, fondato a Bivongi, nello Ionio Reggino, nell&#8217;anno Mille, che dopo secoli di abbandono era in pessime condizioni. Con la loro instancabile attività hanno fatto emergere come un fiume carsico l&#8217;antica spiritualità orientale della Calabria. Negli anni successivi alla rifondazione del Monastero sono tornati sull&#8217;Athos, il primo nella skiti di Kapsàla dove si è improvvisamente spento due anni fa e dove adesso riposa, il secondo nel grande Monastero di Vatopédi dove aveva iniziato la  sua vita monastica. Loro sono solo due esempi dell&#8217;immenso numero di uomini e donne che nei secoli hanno attraversato lo Ionio per diffondere il Verbo e servire l&#8217;Impero Romano prima, e la Fede ortodossa dopo l&#8217;undicesimo secolo.<a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/12/kosmas.png"><img class="alignnone size-full wp-image-1661" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/12/kosmas.png" alt="kosmas" width="667" height="489" /></a></p>
<p>Le migrazioni avvenivano fino a quella data all&#8217;interno di un unico corpo politico, l&#8217;Impero Romano. Dopo la conquista dei Franchi i viaggi e gli scambi proseguirono nell&#8217;ambito di uno scenario culturale e religioso che mantenne la sua unità fino al 15° secolo, nonostante l&#8217;azione demolitrice della cultura greca operata dal Papato e dall&#8217;Impero francotedesco.</p>
<p>Altri asceti e religiosi si spostarono dalla Sicilia verso la Calabria e l&#8217; Oriente dopo la conquista araba nel nono secolo. Uno di questi fu il fondatore del monastero di Bivongi, San Giovanni Therestìs, il mietitore, proveniente da Palermo. Altri dalla Sicilia e dall&#8217;Oriente popolarono le grotte e gli askitiria del monte Consolino sopra Stilo, dove la domenica si riunivano per la liturgia nella Cattolica, che dal Mille si è miracolosamente conservata fino ai nostri giorni.</p>
<p>Il neocostituito Osservatorio calabrese per la libertà religiosa nel Mediterraneo ha la sua sede a Stilo; il presidente per il triennio 2014/2017 è il Vescovo greco ortodosso della Valle dei Cristiani in Siria, Sua Eccellenza monsignor Elia Toumèh, che nel mese di novembre 2014 ha portato la sua testimonianza sulla situazione religiosa e civile in Siria, attraverso un ciclo di conferenze in Calabria, Sicilia e Roma e di un intervento all&#8217;ONU a Ginevra.</p>
<p>Il suo è solo un&#8217;altro viaggio tra Oriente e Italia meridionale, sulle orme di Nilo di Rossano, il fondatore di Grottaferrata. E&#8217; sorprendente la somiglianza tra Stilo e Maaloula, roccaforte aramaico cristiana della Siria occidentale, per fortuna non più in zona di guerra.</p>

<a href='http://www.ilmarionio.it/tra-calabria-e-athos-uomini-in-cerca-di-nuovi-paesaggi-dello-spirito/dscn1656/'><img data-attachment-id="1317" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/12/DSCN1656.jpg" data-orig-size="3264,2448" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;3.6&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;COOLPIX P520&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;-62169984000&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;8.9&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;80&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.004&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Lo Ionio in tempesta a Monasterace" data-image-description="&lt;p&gt;Lo Ionio in tempesta a Monasterace&lt;/p&gt;
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<a href='http://www.ilmarionio.it/tra-calabria-e-athos-uomini-in-cerca-di-nuovi-paesaggi-dello-spirito/dscn1689/'><img data-attachment-id="1322" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/12/DSCN1689.jpg" data-orig-size="3264,2448" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;3.9&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;COOLPIX P520&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;-62169984000&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;13.3&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;80&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.005&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Il diacono chiama i fedeli alla preghiera domenicale" data-image-description="&lt;p&gt;Il diacono chiama i fedeli alla preghiera domenicale&lt;/p&gt;
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<a href='http://www.ilmarionio.it/tra-calabria-e-athos-uomini-in-cerca-di-nuovi-paesaggi-dello-spirito/dscn1707/'><img data-attachment-id="1323" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/12/DSCN1707.jpg" data-orig-size="3264,2448" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;3&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;COOLPIX P520&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;-62169984000&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;4.3&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;80&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.0005&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="San Giovanni Therestìs, il mietitore, a Bivongi" data-image-description="&lt;p&gt;San Giovanni Therestìs, il mietitore, a Bivongi&lt;/p&gt;
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<a href='http://www.ilmarionio.it/tra-calabria-e-athos-uomini-in-cerca-di-nuovi-paesaggi-dello-spirito/dscn1701/'><img data-attachment-id="1324" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/12/DSCN1701.jpg" data-orig-size="3264,2448" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;3&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;COOLPIX P520&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;-62169984000&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;4.3&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;400&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.05&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="San Giovanni Therestìs: il vescovo greco Elia di Siria celebra la liturgia con il priore rumeno Justìn" data-image-description="&lt;p&gt;San Giovanni Therestìs: il vescovo greco Elia di Siria celebra la liturgia con il priore rumeno Justìn&lt;/p&gt;
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<a href='http://www.ilmarionio.it/tra-calabria-e-athos-uomini-in-cerca-di-nuovi-paesaggi-dello-spirito/dscn1720/'><img data-attachment-id="1325" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/12/DSCN1720.jpg" data-orig-size="3264,2448" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;4.6&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;COOLPIX P520&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;-62169984000&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;33&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;80&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.003125&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Le grotte e gli eremitaggi sul monte Consolino" data-image-description="&lt;p&gt;Le grotte e gli eremitaggi sul monte Consolino&lt;/p&gt;
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<a href='http://www.ilmarionio.it/tra-calabria-e-athos-uomini-in-cerca-di-nuovi-paesaggi-dello-spirito/dscn1715/'><img data-attachment-id="1326" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/12/DSCN1715.jpg" data-orig-size="3264,2448" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;3.5&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;COOLPIX P520&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;-62169984000&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;8.3&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;80&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.0015625&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="La chiesa di San Giovanni nella pace della natura dello Ionio calabrese" data-image-description="&lt;p&gt;La chiesa di San Giovanni nella pace della natura dello Ionio calabrese&lt;/p&gt;
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<a href='http://www.ilmarionio.it/tra-calabria-e-athos-uomini-in-cerca-di-nuovi-paesaggi-dello-spirito/dscn1737/'><img data-attachment-id="1327" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/12/DSCN1737.jpg" data-orig-size="3264,2448" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;3&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;COOLPIX P520&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;-62169984000&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;4.3&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;80&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.02&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="I boschi delle Serre, verso San Bruno" data-image-description="&lt;p&gt;I boschi delle Serre, verso San Bruno&lt;/p&gt;
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<a href='http://www.ilmarionio.it/tra-calabria-e-athos-uomini-in-cerca-di-nuovi-paesaggi-dello-spirito/dscn1730/'><img data-attachment-id="1328" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/12/DSCN1730.jpg" data-orig-size="3264,2448" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;3.7&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;COOLPIX P520&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;-62169984000&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;9.8&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;80&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.0025&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="La fine dell’autunno sulle Serre" data-image-description="&lt;p&gt;La fine dell’autunno sulle Serre&lt;/p&gt;
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<a href='http://www.ilmarionio.it/tra-calabria-e-athos-uomini-in-cerca-di-nuovi-paesaggi-dello-spirito/dscn1725/'><img data-attachment-id="1330" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/12/DSCN1725.jpg" data-orig-size="3264,2448" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;4.4&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;COOLPIX P520&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;-62169984000&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;27.6&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;90&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.008&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Case di pastori sul monte di Stilo" data-image-description="&lt;p&gt;Case di pastori sul monte di Stilo&lt;/p&gt;
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<a href='http://www.ilmarionio.it/tra-calabria-e-athos-uomini-in-cerca-di-nuovi-paesaggi-dello-spirito/dscn1726/'><img data-attachment-id="1331" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/12/DSCN1726.jpg" data-orig-size="3264,2448" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;3.7&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;COOLPIX P520&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;-62169984000&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;10.7&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;80&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.001&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Il monte Consolino e la costa ionica visti dal bosco di Stilo" data-image-description="&lt;p&gt;Il monte Consolino e la costa ionica visti dal bosco di Stilo&lt;/p&gt;
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<a href='http://www.ilmarionio.it/tra-calabria-e-athos-uomini-in-cerca-di-nuovi-paesaggi-dello-spirito/dscn1670/'><img data-attachment-id="1332" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/12/DSCN1670.jpg" data-orig-size="3264,2448" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;3.6&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;COOLPIX P520&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;-62169984000&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;5.8&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;400&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.066666666666667&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Affreschi sulle volte della Cattolica" data-image-description="&lt;p&gt;Affreschi sulle volte della Cattolica&lt;/p&gt;
" data-medium-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/12/DSCN1670-300x225.jpg" data-large-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/12/DSCN1670-1024x768.jpg" width="150" height="150" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/12/DSCN1670-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Affreschi sulle volte della Cattolica" /></a>

<p><a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/12/DSCN1571.jpg"><img class="alignnone  wp-image-1657" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/12/DSCN1571-1024x768.jpg" alt="DSCN1571" width="692" height="519" /></a></p>
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		<title>Cefalonia e il monte Enos</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Jan 2014 00:45:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Gianmaria Domenico Marrara]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tutte le Ionie, come tutta la Grecia, son isole montagnose; a Cefalonia una vera montagna, l&#8217;Enos, di oltre 1600 metri, verde e rocciosa, dove trovare refrigerio d&#8217;estate e fare escursioni sulla neve d&#8217;inverno. Nel parco montano del monte Enos si... <a class="more-link" href="http://www.ilmarionio.it/cefalonia-e-il-monte-enos/">Continua a leggere &#8594;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Tutte le Ionie, come tutta la Grecia, son isole montagnose; a Cefalonia una vera montagna, l&#8217;Enos, di oltre 1600 metri, verde e rocciosa, dove trovare refrigerio d&#8217;estate e fare escursioni sulla neve d&#8217;inverno. Nel parco montano del monte Enos si trova una ricca flora tipica dei rilievi della Grecia continentale con alcune particolarità come l&#8217;abete locale, abies cefalonica.</p>
<p>Una nota stonata è costituita dal bel rifugio appena costruito vicino alla sommità coi fondi europei, mai aperto e destinato ad una rapida rovina.</p>

<a href='http://www.ilmarionio.it/cefalonia-e-il-monte-enos/dscn1897/'><img data-attachment-id="895" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/DSCN1897.jpg" data-orig-size="2816,2112" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;5.6&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;COOLPIX S4&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1279812069&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;11.7&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;50&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.0028571428571429&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="lixouri cefalonia" data-image-description="&lt;p&gt;Il monte Enos dalla spiaggia rossa di Lixouri&lt;/p&gt;
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<a href='http://www.ilmarionio.it/cefalonia-e-il-monte-enos/dscn1712/'><img data-attachment-id="903" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/DSCN1712.jpg" data-orig-size="2816,2112" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;5.6&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;COOLPIX S4&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1278756129&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;11.7&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;50&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.0018321729571272&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="DSCN1712" data-image-description="" data-medium-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/DSCN1712-300x225.jpg" data-large-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/DSCN1712-1024x768.jpg" width="150" height="150" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/DSCN1712-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="DSCN1712" /></a>
<a href='http://www.ilmarionio.it/?attachment_id=204'><img data-attachment-id="204" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/10/kefal-enos.jpg" data-orig-size="1307,980" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="kefal-enos" data-image-description="&lt;p&gt;Sulla vetta dell&#8217;Enos a Cefalonia, tra rocce e abeti&lt;/p&gt;
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<a href='http://www.ilmarionio.it/?attachment_id=203'><img data-attachment-id="203" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/10/kefal-enos-vetta.jpg" data-orig-size="1307,980" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="kefal-enos-vetta" data-image-description="&lt;p&gt;Abies cefalonica, sullo sfondo la costa di Lixouri&lt;/p&gt;
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<a href='http://www.ilmarionio.it/?attachment_id=202'><img data-attachment-id="202" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/10/kefal-enos-rifugio.jpg" data-orig-size="1307,980" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="kefal-enos-rifugio" data-image-description="&lt;p&gt;Cefalonia il nuovo rifugio montano sull&#8217;Enos, tuttora chiuso&lt;/p&gt;
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<a href='http://www.ilmarionio.it/?attachment_id=201'><img data-attachment-id="201" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/10/kefal-enos-flora.jpg" data-orig-size="1307,980" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="kefal-enos-flora" data-image-description="&lt;p&gt;Flora montana a Cefalonia&lt;/p&gt;
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<a href='http://www.ilmarionio.it/cefalonia-e-il-monte-enos/dscn1927/'><img data-attachment-id="896" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/DSCN1927.jpg" data-orig-size="2816,2112" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;3.5&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;COOLPIX S4&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1279895526&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;6.3&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;50&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.013123359580052&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="DSCN1927" data-image-description="" data-medium-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/DSCN1927-300x225.jpg" data-large-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/DSCN1927-1024x768.jpg" width="150" height="150" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/DSCN1927-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="DSCN1927" /></a>
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<a href='http://www.ilmarionio.it/cefalonia-e-il-monte-enos/dscn1936/'><img data-attachment-id="898" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/DSCN1936.jpg" data-orig-size="2816,2112" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;4&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;COOLPIX S4&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1279896008&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;6.3&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;50&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.0018301610541728&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="DSCN1936" data-image-description="" data-medium-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/DSCN1936-300x225.jpg" data-large-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/DSCN1936-1024x768.jpg" width="150" height="150" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/DSCN1936-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="DSCN1936" /></a>
<a href='http://www.ilmarionio.it/cefalonia-e-il-monte-enos/dscn1934/'><img data-attachment-id="899" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/DSCN1934.jpg" data-orig-size="2816,2112" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;3.5&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;COOLPIX S4&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1279895977&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;38.3&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;50&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.0035561877667141&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="DSCN1934" data-image-description="" data-medium-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/DSCN1934-300x225.jpg" data-large-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/DSCN1934-1024x768.jpg" width="150" height="150" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/DSCN1934-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="DSCN1934" /></a>
<a href='http://www.ilmarionio.it/cefalonia-e-il-monte-enos/dscn1932/'><img data-attachment-id="900" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/DSCN1932.jpg" data-orig-size="2816,2112" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;4&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;COOLPIX S4&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1279895724&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;10.5&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;50&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.0021101498206373&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="DSCN1932" data-image-description="" data-medium-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/DSCN1932-300x225.jpg" data-large-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/DSCN1932-1024x768.jpg" width="150" height="150" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/DSCN1932-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="DSCN1932" /></a>
<a href='http://www.ilmarionio.it/cefalonia-e-il-monte-enos/dscn1930/'><img data-attachment-id="901" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/DSCN1930.jpg" data-orig-size="2816,2112" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;5.6&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;COOLPIX S4&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1279895704&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;8.8&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;50&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.0014841199168893&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="DSCN1930" data-image-description="" data-medium-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/DSCN1930-300x225.jpg" data-large-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/DSCN1930-1024x768.jpg" width="150" height="150" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/DSCN1930-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="DSCN1930" /></a>

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		<title>Monti del Peloponneso settentrionale</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Jan 2014 22:41:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Gianmaria Domenico Marrara]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Monti e fiumi del mare]]></category>

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		<description><![CDATA[Quella del monte Khelmòs è l&#8217;esperienza d&#8217;alta montagna più accessibile da Atene, grazie all&#8217;autostrada per Patrasso, con uscita a Diakoftò. Quest&#8217;area è stata messa in pericolo dalla costruzione di strade per lo sviluppo di impianti sciistici che hanno trasformato Kalàvrita... <a class="more-link" href="http://www.ilmarionio.it/monti-e-fiumi-del-peloponneso/">Continua a leggere &#8594;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Quella del monte Khelmòs è l&#8217;esperienza d&#8217;alta montagna più accessibile da Atene, grazie all&#8217;autostrada per Patrasso, con uscita a Diakoftò. Quest&#8217;area è stata messa in pericolo dalla costruzione di strade per lo sviluppo di impianti sciistici che hanno trasformato Kalàvrita da cittadina sonnacchiosa ad ambita proprietà, con gli chalet che sorgono ovunque nella foresta. La traversata dal monastero di Megàli Spilìo al lagoTsivloù evita completamente la modernità. Anche la bella valle del mitico fiume Styx rimane selvaggia nel suo tratto centrale. Possiamo percorrere i 16 chilometri da Diakoftò a Kalàvrita lungo la ferrovia, con brevi gallerie: i treni sono molto lenti, ma attenzione! L&#8217;area fa parte del parco nazionale Khelmòs Vouraikos, di circa 5600  ettari e presenta formazioni geologiche molto suggestive come le Caverne dei Laghi e la gola del fiume Vouraikos, di circa 20 km, dove si pratica il rafting. Siamo a pochi chilometri dal golfo di Corinto: la vista abbraccia così il golfo e i monti di Delfi, Parnasòs e Ghiòna, proprio di fronte a un centinaio di chilometri a nord. Pochi chilometri più a ovest altri monti si affacciano sul golfo, l&#8217;Olenòs e l&#8217;Erymanthos, famoso nell&#8217;antichità per la cattura del cinghiale da parte di Ercole (il re di Corinto aveva pregato Ercole di metter fine ai gravi danni nei campi causati dall&#8217;enorme cinghiale; l&#8217;eroe non lo uccise ma catturatolo vivo, lo mise in spalla e lo portò al re, che terrorizzato si nascose in una grande giara).</p>
<p>I fiumi come lo Styx e l&#8217;Erymanthos che nascono da questi monti sono brevi e a portata molto variabile. Altri corsi d&#8217;acqua minori della costa nord del Peloponneso sono molto simili alle fiumare reggine e messinesi.</p>

<a href='http://www.ilmarionio.it/monti-e-fiumi-del-peloponneso/peloponneso-diakofto_kalavrita_railway/'><img data-attachment-id="1008" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/Peloponneso-Diakofto_Kalavrita_railway.jpg" data-orig-size="2112,2816" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;2.8&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Canon DIGITAL IXUS 60&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1247932223&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;5.8&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.008&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="Peloponneso Diakofto_Kalavrita_railway" data-image-description="&lt;p&gt;La ferrovia a cremagliera tra Diakoftò e Kalàvrita&lt;/p&gt;
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<a href='http://www.ilmarionio.it/monti-e-fiumi-del-peloponneso/peloponneso-vouraikos-khelmos/'><img data-attachment-id="1011" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/peloponneso-vouraikos-khelmos.jpg" data-orig-size="765,800" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="peloponneso vouraikos khelmos" data-image-description="" data-medium-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/peloponneso-vouraikos-khelmos-286x300.jpg" data-large-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/peloponneso-vouraikos-khelmos.jpg" width="150" height="150" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/peloponneso-vouraikos-khelmos-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="peloponneso vouraikos khelmos" /></a>
<a href='http://www.ilmarionio.it/monti-e-fiumi-del-peloponneso/peloponneso-erymanthos/'><img data-attachment-id="1010" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/Peloponneso-Erymanthos.jpg" data-orig-size="1600,893" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;9&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;Picasa&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;NIKON D80&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1295973079&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;40&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;100&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.003125&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="Peloponneso Erymanthos" data-image-description="" data-medium-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/Peloponneso-Erymanthos-300x167.jpg" data-large-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/Peloponneso-Erymanthos-1024x571.jpg" width="150" height="150" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/Peloponneso-Erymanthos-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Peloponneso Erymanthos" /></a>
<a href='http://www.ilmarionio.it/?attachment_id=152'><img data-attachment-id="152" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/10/erymanthos.eracle-2.jpg" data-orig-size="980,980" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="Ercole e il cighiale erymanthos" data-image-description="&lt;p&gt;Ercole porta il cinghiale erymanthos al re di Corinto terrorizzato&lt;/p&gt;
" data-medium-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/10/erymanthos.eracle-2-300x300.jpg" data-large-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/10/erymanthos.eracle-2.jpg" width="150" height="150" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/10/erymanthos.eracle-2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Ercole porta il cinghiale erymanthos al re di Corinto terrorizzato" /></a>
<a href='http://www.ilmarionio.it/?attachment_id=153'><img data-attachment-id="153" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/10/erymanthos.jpg" data-orig-size="1307,980" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="erymanthos" data-image-description="&lt;p&gt;Il fiume erymanthos ricorda la fatica di Ercole&lt;/p&gt;
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<a href='http://www.ilmarionio.it/monti-e-fiumi-del-peloponneso/peloponneso-erymanthos-snowcaped/'><img data-attachment-id="1009" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/Peloponneso-Erymanthos-snowcaped.jpg" data-orig-size="2399,1582" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="Peloponneso Erymanthos snowcaped" data-image-description="" data-medium-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/Peloponneso-Erymanthos-snowcaped-300x197.jpg" data-large-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/Peloponneso-Erymanthos-snowcaped-1024x675.jpg" width="150" height="150" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/Peloponneso-Erymanthos-snowcaped-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Peloponneso Erymanthos snowcaped" /></a>
<a href='http://www.ilmarionio.it/monti-e-fiumi-del-peloponneso/peloponneso-zarouchla/'><img data-attachment-id="1012" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/peloponneso-zarouchla.jpg" data-orig-size="1600,1067" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="peloponneso zarouchla" data-image-description="" data-medium-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/peloponneso-zarouchla-300x200.jpg" data-large-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/peloponneso-zarouchla-1024x682.jpg" width="150" height="150" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/peloponneso-zarouchla-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="peloponneso zarouchla" /></a>
<a href='http://www.ilmarionio.it/?attachment_id=151'><img data-attachment-id="151" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/10/erymanthos.bollo_.jpg" data-orig-size="703,980" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="erymanthos.bollo" data-image-description="&lt;p&gt;Francobollo commemorativo del mito di Ercole&lt;/p&gt;
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		<title>Luci dello Ionio. I fari di Grecia</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Feb 2014 23:34:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Gianmaria Domenico Marrara]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Le rotte]]></category>

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		<description><![CDATA[Tutti gli scrittori antichi furono d’accordo nel considerarla una delle sette meraviglie del mondo: era una gigantesca lanterna installata su una torre di marmo bianco nell’isolotto di Pharos, presso Alessandria d’Egitto. La costruzione fu ultimata nel 280 a.C. dall’architetto Sostrato... <a class="more-link" href="http://www.ilmarionio.it/luci-dello-ionio-i-fari-di-grecia/">Continua a leggere &#8594;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Tutti gli scrittori antichi furono d’accordo nel considerarla una delle sette meraviglie del mondo: era una gigantesca lanterna installata su una torre di marmo bianco nell’isolotto di Pharos, presso Alessandria d’Egitto. La costruzione fu ultimata nel 280 a.C. dall’architetto Sostrato di Cnido durante il regno di Tolomeo Filadelfo: alta 134 metri, aveva lo scopo di indicare il porto ai naviganti durante il giorno e la notte per evitare i numerosi banchi di sabbia che rendevano pericolosa la navigazione. A detta dello storico Giuseppe Flavio nel primo secolo d.C. la sua luce era visibile a più di 40 chilometri. Fu distrutto nel 14° secolo da un terremoto.<br />
È</em><em> il primo faro di cui si abbiano notizie storiche e la sua costruzione ispirò la realizzazione di tutte le successive opere di segnalazione marittima che da esso presero anche il nome.<br />
</em></p>
<p>Prosegue l&#8217;elenco dei fari e delle segnalazioni costiere, da Corfù a Creta.</p>
<p>(<span style="text-decoration: underline;">nome</span>, località, lat/long, ev. commento, anno, luce, tipo costruzione)</p>
<ul>
<li>kastrì, isola di othoni</li>
<li>peristeres, corfù</li>
<li>sideros, castello di kerkyra</li>
<li>mourtos, syvota</li>
<li>lakas, paxi</li>
<li>panaghia, isolotto d panaghia paxi</li>
<li>antipaxi, capo omporos antipaxi</li>
<li>koprena, arta golfo ambrakikos</li>
<li>aktio</li>
<li>lefkada, canale di lefkada</li>
<li>volios, lefkada</li>
<li>doukato, capo lefkata lefkada</li>
<li>fiskardo, porto fiskardo kefalonia</li>
<li>dixalia, porto di sami kefalonia</li>
<li>aghi theodori, porto argostoli kefalonia</li>
<li>gherogomvos, capo gherogomvos kefalonia</li>
<li>vardiani, isola vardiani kefal</li>
<li>oxia, golfo di patrasso</li>
<li>ag sostis, tourlida mesologgi</li>
<li>antirio, capo antirio</li>
<li>nafpaktos, porto nafpaktos</li>
<li>drepano, capo rio</li>
<li>psaromyta, capo ps.golfo korinthiakos</li>
<li>skinari, c skinari zakynthos</li>
<li>kafkalida, isola k. peloponisos</li>
<li>keri, capo k. zakynthos</li>
<li>katakolo, k. peloponisos</li>
<li>strofades, isola stamfani peloponisos</li>
<li>sfaktirias, s. pylos</li>
<li>sapientza, isola s. oinouses</li>
<li>kitries, capo k. golfo messiniakos</li>
<li>limeni, areopoli g.messiniakos</li>
<li>tenaro, capo tenaro matapan</li>
<li>kraneas, capo k. porto ghythion</li>
<li>maleas, capo m.</li>
<li>moudari, c spathi kythira</li>
<li>kapsali, porto k kythira</li>
<li>apolytares, capo a antikythira</li>
<li>chanià, porto di c creta</li>
<li>drepano, capo d creta</li>
<li>rethymno, porto r creta</li>
<li>gavdos, isola g creta</li>
<li>gramvousa, creta</li>
<li>elafonisos, isola e creta</li>
</ul>
<p>collegamenti: <a title="sito superinformato sui fari di tutto il mondo" href="http://www.farodihan.it" target="_blank">www.farodihan.it</a>, <a title="tutti i fari di Grecia" href="http://www.faroi.com" target="_blank">www.faroi.com</a> (fari tis Elladas)</p>

<a href='http://www.ilmarionio.it/luci-dello-ionio-i-fari-di-grecia/faro-alessandria-thiersch/'><img data-attachment-id="1105" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/02/faro-alessandria-Thiersch.gif" data-orig-size="1204,1024" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="faro alessandria Thiersch" data-image-description="&lt;p&gt;il faro di Alessandria in una ricostruzione dell&#8217;archeologo Thiersch del1909&lt;/p&gt;
" data-medium-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/02/faro-alessandria-Thiersch-300x255.gif" data-large-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/02/faro-alessandria-Thiersch-1024x870.gif" width="150" height="150" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/02/faro-alessandria-Thiersch-150x150.gif" class="attachment-thumbnail" alt="il faro di Alessandria in una ricostruzione dell&#039;archeologo Thiersch del1909" /></a>
<a href='http://www.ilmarionio.it/luci-dello-ionio-i-fari-di-grecia/fari-gr-othoni-kastri/'><img data-attachment-id="1093" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/02/fari-gr-othoni-kastri.jpg" data-orig-size="1023,769" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;3.2&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;KODAK Z650 ZOOM DIGITAL CAMERA&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1136210288&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;23.1&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;80&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.01&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="fari gr othoni kastri" data-image-description="" data-medium-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/02/fari-gr-othoni-kastri-300x225.jpg" data-large-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/02/fari-gr-othoni-kastri.jpg" width="150" height="150" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/02/fari-gr-othoni-kastri-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Il faro di Othoni, al centro del canale tra Corfù e Otranto" /></a>
<a href='http://www.ilmarionio.it/luci-dello-ionio-i-fari-di-grecia/fari-gr-peristeres/'><img data-attachment-id="1099" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/02/fari-gr-peristeres.jpg" data-orig-size="800,533" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;7.1&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Canon EOS 350D DIGITAL&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1209920009&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;105&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;100&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.0025&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="fari gr peristeres" data-image-description="&lt;p&gt;isolotto peristeres, stretto nord di corfù, di fronte all&#8217;Albania&lt;/p&gt;
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<a href='http://www.ilmarionio.it/luci-dello-ionio-i-fari-di-grecia/fari-grecia-antipaxi/'><img data-attachment-id="1088" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/02/fari-grecia-antipaxi.jpg" data-orig-size="800,600" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;4.5&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;FinePix S5800 S800&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1249042173&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;63.3&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;64&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.002&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="fari grecia antipaxi" data-image-description="&lt;p&gt;il faro di Antipaxi nella macchia mediterranea&lt;/p&gt;
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<a href='http://www.ilmarionio.it/luci-dello-ionio-i-fari-di-grecia/kefal-argostoli/'><img data-attachment-id="199" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/10/kefal-argostoli.jpg" data-orig-size="1307,980" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="kefal-argostoli" data-image-description="&lt;p&gt;Il faro a forma di tempio circolare di Argostoli, Cefalonia&lt;/p&gt;
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<a href='http://www.ilmarionio.it/luci-dello-ionio-i-fari-di-grecia/fari-gr-old-patra/'><img data-attachment-id="1092" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/02/fari-gr-old-patra.jpg" data-orig-size="809,527" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="fari gr old patra" data-image-description="" data-medium-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/02/fari-gr-old-patra-300x195.jpg" data-large-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/02/fari-gr-old-patra.jpg" width="150" height="150" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/02/fari-gr-old-patra-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="fari gr old patra" /></a>
<a href='http://www.ilmarionio.it/luci-dello-ionio-i-fari-di-grecia/fari-gr-rethymno/'><img data-attachment-id="1095" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/02/fari-gr-rethymno.jpg" data-orig-size="941,581" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="fari gr rethymno" data-image-description="" data-medium-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/02/fari-gr-rethymno-300x185.jpg" data-large-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/02/fari-gr-rethymno.jpg" width="150" height="150" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/02/fari-gr-rethymno-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="fari gr rethymno" /></a>
<a href='http://www.ilmarionio.it/luci-dello-ionio-i-fari-di-grecia/fari-gr-rethymno-ant/'><img data-attachment-id="1094" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/02/fari-gr-rethymno-ant.jpg" data-orig-size="349,561" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="fari gr rethymno ant" data-image-description="" data-medium-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/02/fari-gr-rethymno-ant-186x300.jpg" data-large-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/02/fari-gr-rethymno-ant.jpg" width="150" height="150" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/02/fari-gr-rethymno-ant-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="fari gr rethymno ant" /></a>
<a href='http://www.ilmarionio.it/luci-dello-ionio-i-fari-di-grecia/fari-gr-sapientza-antico/'><img data-attachment-id="1096" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/02/fari-gr-sapientza-antico.jpg" data-orig-size="542,709" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="fari gr sapientza antico" data-image-description="" data-medium-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/02/fari-gr-sapientza-antico-229x300.jpg" data-large-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/02/fari-gr-sapientza-antico.jpg" width="150" height="150" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/02/fari-gr-sapientza-antico-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="fari gr sapientza antico" /></a>
<a href='http://www.ilmarionio.it/le-pietre-le-querce-il-timo/mani-faro-tenaro/'><img data-attachment-id="956" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/11/mani-faro-tenaro.jpg" data-orig-size="1920,1080" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="mani faro tenaro" data-image-description="&lt;p&gt;Il faro di capo Tenaro e la sua grigia pietraia visti dal mare&lt;/p&gt;
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<a href='http://www.ilmarionio.it/i-fari/mani-capo-tenaro/'><img data-attachment-id="869" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/11/mani-capo-tenaro.jpg" data-orig-size="2136,1424" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;11&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;Picasa&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Canon EOS 1100D&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1379426355&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;125&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;100&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.00625&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="mani capo tenaro" data-image-description="&lt;p&gt;Il capo Tenaro, dove finisce il Mani&lt;/p&gt;
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<a href='http://www.ilmarionio.it/luci-dello-ionio-i-fari-di-grecia/fari-gr-gythion/'><img data-attachment-id="1106" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/02/fari-gr-Gythion.jpg" data-orig-size="800,535" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="fari gr Gythion" data-image-description="&lt;p&gt;il faro del porto di Gythion, Mani Laconia&lt;/p&gt;
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<a href='http://www.ilmarionio.it/le-pietre-le-querce-il-timo/maleas-il-faro/'><img data-attachment-id="954" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/11/maleas-il-faro.jpg" data-orig-size="1024,683" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="maleas il faro" data-image-description="&lt;p&gt;L&#8217;arrivo al faro di capo Maleas, sul versante nordest&lt;/p&gt;
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<a href='http://www.ilmarionio.it/i-fari/maleas-faro/'><img data-attachment-id="868" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/11/maleas-faro.jpg" data-orig-size="1024,768" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="maleas faro" data-image-description="&lt;p&gt;Il faro di capo Maleas, promontorio delle tempeste, confine tra Ionio ed Egeo&lt;/p&gt;
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<a href='http://www.ilmarionio.it/il-viaggio-a-citera/antikithira-faro/'><img data-attachment-id="665" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/11/antikithira-faro.jpg" data-orig-size="800,533" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="antikithira faro" data-image-description="&lt;p&gt;il faro all&#8217;estremità meridionale di Antikithira&lt;/p&gt;
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<a href='http://www.ilmarionio.it/?attachment_id=625'><img data-attachment-id="625" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/creta-chania-harbour.jpg" data-orig-size="750,477" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="creta chania harbour" data-image-description="&lt;p&gt;ingresso della baia di Chanià&lt;/p&gt;
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<a href='http://www.ilmarionio.it/?attachment_id=628'><img data-attachment-id="628" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/creta-chania-porto.jpg" data-orig-size="750,611" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="creta chania porto" data-image-description="&lt;p&gt;porto di  chanià creta&lt;/p&gt;
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<p>&nbsp;</p>
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		<title>Creta, la neve del sud</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Jan 2014 01:22:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Gianmaria Domenico Marrara]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[generica]]></category>
		<category><![CDATA[Monti e fiumi del mare]]></category>

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		<description><![CDATA[I monti più meridionali d&#8217;Europa si trovano a Creta; nel nomos ionico di Chanià le montagne bianche, Lefka Ori, costituiscono gran parte dell&#8217;entroterra, con vette oltre i 2200 metri che per morfologia, estensione e vicinanza al mare, ricordano il massiccio... <a class="more-link" href="http://www.ilmarionio.it/creta-la-neve-del-sud/">Continua a leggere &#8594;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>I monti più meridionali d&#8217;Europa si trovano a Creta; nel nomos ionico di Chanià le montagne bianche, Lefka Ori, costituiscono gran parte dell&#8217;entroterra, con vette oltre i 2200 metri che per morfologia, estensione e vicinanza al mare, ricordano il massiccio del Pollino, anche se più aride e pietrose. Sono qua e là percorse da profondissime gole che raggiungono la costa meridionale e  offrono spettacolari escursioni, prima fra tutte quella di Samaria. I paesini della costa sudoccidentale sono raggiungibili attraverso mulattiere o via mare e mantengono intatto il carattere duro e puro degli sfakioti, gente d&#8217; armi  e d&#8217;onore, famosi per la resistenza anti turca e, più di recente, per la dura resistenza antinazista.</p>
<p>Un episodio poco conosciuto in Italia è quello del rapimento del comandante delle truppe tedesche a Creta, generale Kreipe, operato da un commando dei partigiani locali aiutati e organizzati da due ufficiali inglesi paracadutati proprio per appoggiare la resistenza, Patrick Leigh Fermor e Stanley Moss. La notte del 26 aprile 1944 il gruppo diretto da Fermor rapisce il generale tedesco e attraverso le montagne dell&#8217;Ida e dei Lefka Ori lo trasporta fino alla costa sudoccidentale dove viene imbarcato verso l&#8217;Egitto. Fermor considerato uno dei più importanti scrittori inglesi di viaggi è autore di Mani, viaggio nel Peloponneso; per la sua impresa militare fu decorato e nominato &#8220;sir&#8221;.</p>
<p>Le montagne bianche sono innevate fino a tarda primavera e sopra i 1500 metri sono prive di alberi; dai vasti altopiani sui 1000 metri come quello di Omalos si elevano circa trenta cime oltre i 2000 metri, la più alta delle quali è il Pachnès coi suoi 2453 m. Circa 50 profonde gole incidono gli altipiani raggiungendo la costa. Pochissime le strade o le piste, cosicchè per conoscer le montagne bianche bisogna percorrerle a piedi.</p>
<p>collegamenti: west-crete.com</p>

<a href='http://www.ilmarionio.it/?attachment_id=638'><img data-attachment-id="638" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/creta-map-hania.gif" data-orig-size="901,681" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="creta map hania" data-image-description="&lt;p&gt;Il nomos ionico di Chanià: Monti Bianchi, strade tortuose, coste frastagliate &lt;/p&gt;
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<a href='http://www.ilmarionio.it/?attachment_id=640'><img data-attachment-id="640" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/creta-monti-bianchi-visti-da-Marathi.jpg" data-orig-size="1000,669" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="creta monti bianchi visti da Marathi" data-image-description="&lt;p&gt;I Lefka Ori innevati, visti da Marathi&lt;/p&gt;
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<a href='http://www.ilmarionio.it/?attachment_id=140'><img data-attachment-id="140" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/10/creta-omalos.jpg" data-orig-size="1419,980" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="creta-omalos" data-image-description="&lt;p&gt;L&#8217;inverno imbianca i monti di Creta occidentale&lt;/p&gt;
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<a href='http://www.ilmarionio.it/?attachment_id=139'><img data-attachment-id="139" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/10/creta-lefka-ori.jpg" data-orig-size="1398,980" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="Creta: Lefka Ori" data-image-description="&lt;p&gt;I monti bianchi di Creta occidentale&lt;br /&gt;
(background per Monti e fiumi del mare)&lt;/p&gt;
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<a href='http://www.ilmarionio.it/?attachment_id=636'><img data-attachment-id="636" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/creta-gole-di-agia-irini.jpg" data-orig-size="1000,667" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;4.5&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;DMC-LX3&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1276346431&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;8.8&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;100&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.001&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="creta gole di agia irini" data-image-description="&lt;p&gt;Escursione nelle gole di Aghia Irini&lt;/p&gt;
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<a href='http://www.ilmarionio.it/?attachment_id=635'><img data-attachment-id="635" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/creta-gola-samaria.jpg" data-orig-size="1000,676" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;22&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;NIKON D200&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1180618798&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;24&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;400&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.0125&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="creta gola samaria" data-image-description="&lt;p&gt;Le gole di Samaria scendono per oltre 1000 metri fino al mare&lt;/p&gt;
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<a href='http://www.ilmarionio.it/creta-la-neve-del-sud/creta-commando/'><img data-attachment-id="1021" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/creta-commando.jpg" data-orig-size="959,639" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="creta commando" data-image-description="&lt;p&gt;I partigiani cretesi che sequestrarono il generale tedesco Kreipe nel 1944 con al centro Patrick L.Fermor&lt;/p&gt;
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<a href='http://www.ilmarionio.it/?attachment_id=641'><img data-attachment-id="641" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/creta-Old-Man.jpg" data-orig-size="900,620" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;4&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Canon PowerShot S2 IS&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1159438146&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;30.2&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.003125&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="creta Old Man" data-image-description="&lt;p&gt;Un anziano sfakiota&lt;/p&gt;
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		<title>Delfi e i suoi monti: Parnasòs, Ghiòna, Vardhoùsia</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Jan 2014 00:14:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Gianmaria Domenico Marrara]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Monti e fiumi del mare]]></category>

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				<content:encoded><![CDATA[<p>Delfi e il Parnaso sono legati fin dall&#8217;antichità ai culti della Terra e di Apollo. Il monte Parnasòs e la sua cima Elicòna erano venerati, prima del 9/8° secolo a.C. come il luogo dove era avvenuta la ierogamia, cioè l&#8217;unione sacra tra Uranòs, il cielo, e Ghea, la terra : dalla loro unione nacquero come racconta Esiodo nella Teogonia, i Titani,  i Centimani,  e numerosissimi altri figli; la Terra per partenogenesi aveva generato le Ninfe; si racconta che Ghea desse i responsi oracolari a Delfi; e lei succedette il figlio Pitone, ucciso da Apollo che ne prese il posto; dovette prima scontare la punizione servendo come pastore per nove anni (Plutarco); il culto di Apollo a Delfi è testimoniato da Omero: il Dio  parlava per bocca della sacerdotessa, la Pìthia, sutto l&#8217;influsso del fumo sacro che usciva dall&#8217;Omfalos, l&#8217;ombelico del mondo. Delfi era per i Greci il centro del mondo, e il santuario, attivo fino al 394 d.C il luogo più sacro al mondo: qui venivano i pellegrini da tutta l&#8217;area ellenica e le città costruivano i Tesori, tempietti dove venivano conservati i doni. L&#8217;oracolo  dava le indicazioni ai coloni greci sulle rotte da percorrere verso occidente e sui luoghi da colonizzare: i coloni calcidesi che avevano ricevuto il responso &#8230;&#8221;presso l&#8217;Apsias, dove un maschio e una femmina si uniscono fonderete la città&#8221;, navigarono fino allo Stretto a alla foce dell&#8217;odierno Calopinace videro una vite avvolgersi intorno ad un fico; fondarono così Righion, Reggio, nel 750 a.C.</p>
<p>L&#8217;imperatore romano Teodosio abolì il culto e l&#8217;oracolo, trasferendo l&#8217;Omfalos nella cattedrale di Aghia Sofia a Costantinopoli dove è presente tuttora.</p>
<p>Oggi migliaia di turisti visitano il sito (Unesco), ma anche il turismo escursionistico nell&#8217;area si fa sempre più numeroso: il Parnasòs è meta di camminatori, alpinisti, scialpinisti e di numerosi sciatori che da Atene in un paio d&#8217;ore sciano con vista sul mare. E&#8217; infatti vicino alla graziosa località marina di Galaxìdi. La sua accessibilità ha portato alla costruzione di strade e chalet alterando la sua incontaminata bellezza. Si può raggiungere a piedi da Delfi: in circa 6 ore si raggiunge il rifugio dell&#8217;EOS di Sarandàri; proseguendo verso est si raggiunge la vetta Liakoùra, 2455 m,  e in circa 10 ore il villaggio di Velìtsa. L&#8217;itinerario può essere percorso da Velìtsa fino alla vetta in circa 15 ore.</p>
<p>Sebbene si trovi solo a pochi chilometri ad est di Delfi e del Parnaso, il monte Ghiòna rimane molto meno accessibile e frequentato. Tra le cime relativamente vicine ad Atene è la più impressionante. Per quanto la montagna sia segnata da recenti costruzioni stradali, la salita lungo il vallone di Rekà su dal villaggio di Sikià rimane intatta. La dorsale principale che culmina nel picco Piramìdia a 2507 m è una lunga lama di pietra, ripida a est e con uno strapiombo di 1000 metri a ovest, che costituisce una delle più alte pareti della Grecia.</p>
<p>A nordovest, il massiccio del Vardhoùsia con le sue circa 40 vette sopra i 2000 metri  con al centro un area di  ampi pascoli è molto apprezzato sia dagli escursionisti che dagli alpinisti. Uno dei tratti più interessanti del sentiero europeo attraversa l&#8217;area. Sul versante orientale il delizioso villaggio di Ano Mutsùnitsa, immerso tra platani e castagni e circondato da foreste di abeti, costituisce la base ideale per le escursioni nell&#8217;area: sulla piazza la statua di Athanasios Diàkos, l&#8217;eroe locale arso vivo dai Turchi.</p>

<a href='http://www.ilmarionio.it/il-mare-interno/parnaso_mantegna-ierogamia/'><img data-attachment-id="782" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/11/parnaso_mantegna-ierogamia.jpg" data-orig-size="1070,850" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="parnaso_mantegna ierogamia" data-image-description="&lt;p&gt;Il Parnaso presso Delfi era la sede di Apollo e delle Muse&lt;/p&gt;
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<a href='http://www.ilmarionio.it/delfi-e-il-parnaso/delfi-e-parnaso-e-dodwell1821-2/'><img data-attachment-id="891" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/Delfi-e-Parnaso-E.Dodwell1821.jpg" data-orig-size="6312,4048" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="Delfi e Parnaso E.Dodwell1821" data-image-description="&lt;p&gt;Delfi e il Parnaso in una stampa di Edward Dodwell del 1821&lt;/p&gt;
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<a href='http://www.ilmarionio.it/delfi-e-il-parnaso/delfi-atena-pronia-2/'><img data-attachment-id="890" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/Delfi-atena-pronia.jpg" data-orig-size="1024,683" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="Delfi atena pronia" data-image-description="&lt;p&gt;Delfi: il tempio di Atena pronia con il monte Parnasòs sullo sfondo&lt;/p&gt;
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<a href='http://www.ilmarionio.it/delfi-e-il-parnaso/delfi-tempio-apollo-2/'><img data-attachment-id="892" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/Delfi-tempio-apollo.jpg" data-orig-size="3072,2048" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;3.2&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;Hans Gillijns&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Canon PowerShot S70&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;7.3&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;50&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.00125&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="Delfi tempio apollo" data-image-description="&lt;p&gt;Il tempio di Apollo a Delfi, l&#8217;oracolo più famoso dell&#8217;antico mondo ellenico.&lt;/p&gt;
" data-medium-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/Delfi-tempio-apollo-300x200.jpg" data-large-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/Delfi-tempio-apollo-1024x682.jpg" width="150" height="150" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/Delfi-tempio-apollo-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Il tempio di Apollo a Delfi, alto sulla valle" /></a>
<a href='http://www.ilmarionio.it/?attachment_id=1017'><img data-attachment-id="1017" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/delfi-Vasilika_Parnassos.jpg" data-orig-size="1280,780" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="delfi Vasilika_Parnassos" data-image-description="&lt;p&gt;La valle sul versante settentrionale del Parnasòs in tarda primavera&lt;/p&gt;
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<a href='http://www.ilmarionio.it/?attachment_id=1016'><img data-attachment-id="1016" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/delfi-sci-parnasos.jpg" data-orig-size="900,675" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;8&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;admin&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;uD600,S600&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1173270881&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;5.8&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;64&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.002&quot;,&quot;title&quot;:&quot;OLYMPUS DIGITAL CAMERA&quot;}" data-image-title="sci parnaso" data-image-description="&lt;p&gt;Le piste da sci sul Parnassòs sono méta degli sportivi ateniesi&lt;/p&gt;
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<a href='http://www.ilmarionio.it/?attachment_id=1015'><img data-attachment-id="1015" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/delfi-Parnassos15.jpg" data-orig-size="3072,2304" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;9&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Canon PowerShot SD800 IS&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1234272999&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;7.564&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.00125&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="delfi Parnassos15" data-image-description="&lt;p&gt;Sci alpinismo sulle vette del Parnasòs&lt;/p&gt;
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<a href='http://www.ilmarionio.it/delfi-e-il-parnaso/delfi-vardousia/'><img data-attachment-id="1039" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/delfi-vardousia.jpg" data-orig-size="1024,768" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="delfi vardousia" data-image-description="&lt;p&gt;Ad ovest di Delfi il massiccio del Vardoùsia, tra pascoli e vette innevate&lt;/p&gt;
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<a href='http://www.ilmarionio.it/delfi-e-il-parnaso/delfi-ghiona-piramidia/'><img data-attachment-id="1040" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/delfi-Ghiona-Piramidia.jpg" data-orig-size="1024,768" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="delfi Ghiona Piramidia" data-image-description="&lt;p&gt;Avvicinamento alla sommità della  Piramidia sul monte Ghiona&lt;/p&gt;
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<a href='http://www.ilmarionio.it/delfi-e-il-parnaso/delfi-piramidia/'><img data-attachment-id="1041" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/delfi-piramidia.jpg" data-orig-size="1024,750" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="delfi piramidia" data-image-description="&lt;p&gt;Verso il Piramìdia sul monte Ghiòna in primavera&lt;/p&gt;
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<a href='http://www.ilmarionio.it/delfi-e-il-parnaso/delfi-galaxidi/'><img data-attachment-id="1042" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/delfi-galaxidi.jpg" data-orig-size="3648,2736" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;8&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Canon DIGITAL IXUS 85 IS&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1305457718&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;6.2&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;80&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.005&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="delfi galaxidi" data-image-description="&lt;p&gt;La cittadina di Galaxìdi è a pochi chilometri da Delfi e dai suoi monti&lt;/p&gt;
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