<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>il mar ionio &#187; uomo, natura, animali</title>
	<atom:link href="http://www.ilmarionio.it/categoria/arti-mestieri-animali/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.ilmarionio.it</link>
	<description>…che il Viaggio abbia inizio.</description>
	<lastBuildDate>Thu, 26 Jan 2023 23:12:39 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.1.41</generator>
	<item>
		<title>L&#8217;arancio, un frutto dolce e amaro: l&#8217;altro fratello</title>
		<link>http://www.ilmarionio.it/larancio-un-frutto-dolce-e-amaro-laltro-fratello/</link>
		<comments>http://www.ilmarionio.it/larancio-un-frutto-dolce-e-amaro-laltro-fratello/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 01 May 2020 01:09:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Gianmaria Domenico Marrara]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[generica]]></category>
		<category><![CDATA[Sapori]]></category>
		<category><![CDATA[uomo, natura, animali]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ilmarionio.it/?p=1536</guid>
		<description><![CDATA[Poche piante hanno contribuito a mutare il paesaggio mediterraneo come l&#8217;arancio, forse solo l&#8217;ulivo e la palma e , naturalmente l&#8217;altro coltivatissimo &#8220;citrus&#8221;, il limone. Prima di parlare delle tante varietà, del suo valore economico e culturale, proviamo a conoscere... <a class="more-link" href="http://www.ilmarionio.it/larancio-un-frutto-dolce-e-amaro-laltro-fratello/">Continua a leggere &#8594;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Poche piante hanno contribuito a mutare il paesaggio mediterraneo come l&#8217;arancio, forse solo l&#8217;ulivo e la palma e , naturalmente l&#8217;altro coltivatissimo &#8220;citrus&#8221;, il limone. Prima di parlare delle tante varietà, del suo valore economico e culturale, proviamo a conoscere questi agrumi fratelli ma dissimili a partire dalla storia della loro diffusione geografica.<br />
Va detto comunque che al giorno d&#8217;oggi usiamo comunemente parlare di arance amare, di arance (per definire i diffusissimi frutti dell&#8217;arancio dolce), e di arance dolci (per definire i frutti dolcissimi della varietà di arance dolci vaniglia, piuttosto rare).</p>
<p><strong>L&#8217; arancio dolce, <em>citrus aurantium sinensis, </em></strong><em>Engler, Osbeck</em>, non proviene dalla stessa zona di origine degli altri agrumi. La sua importazione fu molto più tarda e non seguì certamente le stesse vie: un frutto così squisito e attraente avrebbe senza dubbio lasciato traccia nella letteratura di viaggio e commercio. Ebbe invece origine nella Cocincina (Indocina) e si diffuse solo tra il XIV° e XV° secolo sulla costa indiana del Bengala.<br />
<a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/04/indocina.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1544" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/04/indocina.jpg" alt="indocina" width="400" height="482" /></a><br />
La sua introduzione in Europa si deve ai portoghesi e ai loro viaggi commerciali in oriente. Intorno al 1510 si stabilirono a Goa, nel Kerala e a Sri Lanka, raggiungendo la Cocincina.Il primo albero importato in Europa di cui si ha notizia fu piantato nel 1548 nel giardino del conte di San Lorenzo a Lisbona. Il gesuita Lecomte, nei suoi <em>Nouveax memoires sur l&#8217;état presénte de la Chine (Paris, 1679),</em> ci riporta che &#8220;<em>on le nome orange de la Chine, parceque celle que nous vimes puro la premierefois en avaient été apporté.  Le première et unique </em><i>oranger , duquel on dit quelles sont tout venues, se conserve encore a Lisbonne dans la maison du comte            S. Laurent, et c&#8217;est aux Portugais que nous sommes redevable d&#8217;un si excellent fruit&#8221;.</i><br />
Giovanni Battista Ferrari, gesuita senese nel suo magnifico testo <em>&#8220;De Florum Cultura&#8221; </em>pubblicato a Roma nel 1633 lo chiama <em>aurantium olisiponense (di Lisbona) </em>e aggiunge che venne spedito da Lisbona a Roma per la prima volta <em>&#8221; ad Pios et Barberinos hortos&#8221;.  </em>Lo descrive poi nella sua opera<em> &#8220;Hesperides&#8221;, </em>sugli agrumi, edita nel 1646<em>.  </em>Nel Mediterraneo non si hanno notizie dell&#8217;arancio dolce prima del 1600. E&#8217; interessante ricordare che Vasco de Gama in viaggio nelle Indie, nel 1498 riceve in omaggio a Calicut delle arance dolci. Andrea Navagero, ambasciatore della Serenissima presso il Re di Spagna, in un suo libro edito nel 1525 narra degli alberi prodigiosi di arancio presenti nel giardino del Re a Siviglia, aranci dai frutti dolci!</p>
<div id="attachment_1552" class="wp-caption alignnone" ><a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/04/27f20e91cd1a533aa488ef18b7028266.jpg"><img class="size-large wp-image-1552" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/04/27f20e91cd1a533aa488ef18b7028266-710x1024.jpg" alt="Aurantium, da Hesperides di G.B.Ferrari, 1646" width="676" height="975" /></a><p class="wp-caption-text">Aurantium, da Hesperides di G.B.Ferrari, 1646</p></div>
<p>La coltivazione dell&#8217;arancio dolce si sviluppò enormemente su tutte le coste mediterranee a partire dal XVI° secolo, caratterizzandone e rivoluzionandone il paesaggio; il suo percorso, al contrario degli altri agrumi, partì dal Portogallo e si diffuse dal mondo cristiano a quello islamico, da ovest verso est. Non a caso in Italia meridionale si chiama portuallo e in Grecia portokali.<br />
(in preparazione&#8230;.giardini di arancio)<br />
Oggi l&#8217;arancio dolce viene coltivato in tutto il mondo, alle latitudini subtropicali e nei climi temperati, e costituisce uno dei prodotti agricoli più diffusi e redditizi. Darò un breve resoconto della sua importanza commerciale con i dati  sulla produzione italiana ed in particolare calabrese e siciliana.</p>
<div class="column"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Gli agrumi in Italia</strong></span><br />
L’agrumicoltura italiana nel 2012 contribuisce alla ricchezza del paese con un valore delle proprie produzioni, ai prezzi di base, che si attesta intorno a 1,4 miliardi di euro, incidendo per poco meno di un terzo del valore complessivo della frutta (fresca e secca).<br />
Nel suo insieme il comparto agrumicolo contribuisce a poco meno del 3% del valore dell’agricoltura nazionale, attestandosi su livelli sostanzialmente analoghi a quelli riscontrati alla fine degli anni ’90 del secolo scorso.<br />
L’agrumicoltura, nelle sue connotazioni storiche e attuali, si ca- ratterizza per una marcata polarizzazione nelle regioni meridionali della penisola e nelle isole, pur non mancando areali di coltiva- zione, di interesse non trascurabile, al di fuori di questi territori (Liguria, Lombardia ecc.).<br />
Il comparto agrumicolo nazionale, nell’ultimo ventennio, è stato interessato da notevoli cambiamenti che hanno coinvolto sia l’of- ferta sia la domanda. Tali mutamenti, non diversi da quelli regi- strati in altri comparti produttivi, hanno riguardato l’aumento dei prezzi reali del lavoro e degli input impiegati, l’inasprimento delle politiche fiscali e previdenziali, una marcata riduzione dei prezzi alla produzione e il concomitante smantellamento delle politiche comunitarie (in termini di tutela e di sostegno). Le difficoltà del comparto sono andate accentuandosi soprattutto negli ultimi 5-10 anni, sconfinando in situazioni di pesante squilibrio tra costi e ricavi, soprattutto nella fase produttiva (specialmente per limoni e mandarini). Questo ha generato una graduale disattivazione dei processi di produzione nell’intera agrumicoltura nazionale e, in ta- lune aree marginali, persino l’abbandono della coltivazione, con effetti sfavorevoli sulle produzioni, sui redditi e sull’occupazione dell’intera filiera agrumicola nazionale. Tuttavia, anche in una fase certamente non favorevole, gli operatori del comparto hanno co- munque reagito attraverso l’introduzione di un’ampia gamma di innovazioni di processo, di prodotto e di tipo organizzativo, mirate sia al contenimento dei costi di produzione sia agli adattamenti generati dall’evoluzione della domanda, sempre più caratterizzata da prodotti differenziati (tanto per il “fresco” quanto per i trasformati).</p>
<div class="column"><strong>In Italia le superfici agrumetate, nel 2012, si attestano intorno ai 170.000 ettari</strong>, con una netta preponderanza di quelle arancicole (60,1%), seguite a notevole distanza dai “piccoli frutti”, clementine e mandarini (22,2%), dai limoni (16,2%) e dalle “altre” (bergamotto, pompelmo ecc.) (1,1%).<br />
<strong>Le produzioni nel quadriennio 2008-2012 si attestano intorno ai 3,9 milioni di t</strong>, distribuendosi sostanzialmente con gli stessi ordini di grandezza delle precedenti, con il primato delle arance (63,3%), seguite dal gruppo dei “piccoli frutti” (21,9), dai limoni (13,9%) e dagli “altri” agrumi (0,9%).<br />
Riguardo alla <strong>distribuzione geografica</strong> degli investimenti, la <strong>Sicilia</strong> assume saldamente il ruolo di leader nazionale (55,8%), con qua- si 95.000 ettari coltivati, seguita a notevole distanza dalla <strong>Calabria</strong> (25,6%), con poco più di 43.000 ettari investiti. Meno sviluppata l’agrumicoltura in Puglia (6,6%), con poco più di 11.000 ettari, in Sardegna (4,8%) e in Basilicata (4,7), dove si coltivano appena oltre 8000 ettari. La Campania (2%) si colloca al sesto posto con oltre 3000 ettari. Residuale l’agrumicoltura nelle altre regioni d’Italia (0,6%), con meno di 1000 ettari di coltivazione.<br />
Con riferimento alle produzioni, si rileva che i risultati dell’ultimo quadriennio (2008-2012) mettono in luce che la Trinacria confer- ma il proprio primato con più di 1,8 milioni di t di agrumi realizzati (47,4%), seguita dalla Calabria con circa 1,4 milioni di t (37,1%). Anche in questo caso segue, molto indietro, la Puglia con 280.000 t (7,2%) e, ancora oltre, la Basilicata con quasi 160.000 t (4%), la Sardegna con 86.000 t (2,2%), la Campania con meno di 70.000 t e le altre regioni, nelle quali si producono non più di 9000 t di agrumi (0,2%).</div>
</div>
<table>
<colgroup>
<col />
<col />
<col />
<col />
<col /> </colgroup>
<tbody>
<tr>
<td colspan="5" rowspan="1">
<div class="layoutArea">
<div class="column"><span style="color: #ff0000;">Superfici e produzioni agrumarie in Italia per specie</span></div>
</div>
</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="1" rowspan="2">
<div class="layoutArea">
<div class="column"><span style="color: #ff0000;">Specie</span></div>
</div>
</td>
<td colspan="2" rowspan="1">
<div class="layoutArea">
<div class="column"><span style="color: #ff0000;">2012</span></div>
</div>
</td>
<td colspan="2" rowspan="1">
<div class="layoutArea">
<div class="column"><span style="color: #ff0000;">2008-2012</span></div>
</div>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<div class="layoutArea">
<div class="column"><span style="color: #ff0000;">ha</span></div>
</div>
</td>
<td>
<div class="layoutArea">
<div class="column"><span style="color: #ff0000;">%</span></div>
</div>
</td>
<td>
<div class="layoutArea">
<div class="column"><span style="color: #ff0000;">000 t</span></div>
</div>
</td>
<td>
<div class="layoutArea">
<div class="column"><span style="color: #ff0000;">%</span></div>
</div>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<div class="layoutArea">
<div class="column"><span style="color: #ff0000;">Aranci</span></div>
</div>
</td>
<td>
<div class="layoutArea">
<div class="column"><span style="color: #ff0000;">102.191</span></div>
</div>
</td>
<td>
<div class="layoutArea">
<div class="column"><span style="color: #ff0000;">60,1</span></div>
</div>
</td>
<td>
<div class="layoutArea">
<div class="column"><span style="color: #ff0000;">2460,5</span></div>
</div>
</td>
<td>
<div class="layoutArea">
<div class="column"><span style="color: #ff0000;">63,3</span></div>
</div>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<div class="layoutArea">
<div class="column"><span style="color: #ff0000;">Limoni</span></div>
</div>
</td>
<td>
<div class="layoutArea">
<div class="column"><span style="color: #ff0000;">27.561</span></div>
</div>
</td>
<td>
<div class="layoutArea">
<div class="column"><span style="color: #ff0000;">16,2</span></div>
</div>
</td>
<td>
<div class="layoutArea">
<div class="column"><span style="color: #ff0000;">541,1</span></div>
</div>
</td>
<td>
<div class="layoutArea">
<div class="column"><span style="color: #ff0000;">13,9</span></div>
</div>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<div class="layoutArea">
<div class="column"><span style="color: #ff0000;">Mandarini</span></div>
</div>
</td>
<td>
<div class="layoutArea">
<div class="column"><span style="color: #ff0000;">9331</span></div>
</div>
</td>
<td>
<div class="layoutArea">
<div class="column"><span style="color: #ff0000;">5,5</span></div>
</div>
</td>
<td>
<div class="layoutArea">
<div class="column"><span style="color: #ff0000;">147,3</span></div>
</div>
</td>
<td>
<div class="layoutArea">
<div class="column"><span style="color: #ff0000;">3,8</span></div>
</div>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<div class="layoutArea">
<div class="column"><span style="color: #ff0000;">Clementine</span></div>
</div>
</td>
<td>
<div class="layoutArea">
<div class="column"><span style="color: #ff0000;">29.183</span></div>
</div>
</td>
<td>
<div class="layoutArea">
<div class="column"><span style="color: #ff0000;">17,2</span></div>
</div>
</td>
<td>
<div class="layoutArea">
<div class="column"><span style="color: #ff0000;">701,5</span></div>
</div>
</td>
<td>
<div class="layoutArea">
<div class="column"><span style="color: #ff0000;">18,1</span></div>
</div>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<div class="layoutArea">
<div class="column"><span style="color: #ff0000;">Altre</span></div>
</div>
</td>
<td>
<div class="layoutArea">
<div class="column"><span style="color: #ff0000;">1836</span></div>
</div>
</td>
<td>
<div class="layoutArea">
<div class="column"><span style="color: #ff0000;">1,1</span></div>
</div>
</td>
<td>
<div class="layoutArea">
<div class="column"><span style="color: #ff0000;">34,2</span></div>
</div>
</td>
<td>
<div class="layoutArea">
<div class="column"><span style="color: #ff0000;">0,9</span></div>
</div>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<div class="layoutArea">
<div class="column"><span style="color: #ff0000;">TOTALE</span></div>
</div>
</td>
<td>
<div class="layoutArea">
<div class="column"><span style="color: #ff0000;">170.102</span></div>
</div>
</td>
<td>
<div class="layoutArea">
<div class="column"><span style="color: #ff0000;">100</span></div>
</div>
</td>
<td>
<div class="layoutArea">
<div class="column"><span style="color: #ff0000;">3884,7</span></div>
</div>
</td>
<td>
<div class="layoutArea">
<div class="column"><span style="color: #ff0000;">100</span></div>
</div>
</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="5" rowspan="1">
<div class="layoutArea">
<div class="column">Fonte: elaborazioni su dati ISTAT.</div>
</div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p> <strong>L&#8217;arancio in Sicilia</strong></p>
</div>
</div>
<div class="page" title="Page 4">
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">L’introduzione degli agrumi in Sicilia, con l’arancio amaro, si fa risalire al IX-X secolo, mentre l’arancio dolce fu introdotto dai por- toghesi e dai genovesi intorno al 1500. Più recente (inizi del XIX secolo) è la diffusione del mandarino comune, proveniente dalla Cina come pianta ornamentale; solo nella metà dell’Otto- cento furono realizzati i primi impianti a fini commerciali.<br />
La coltivazione degli agrumi si è diffusa con notevole facilità in Sicilia, dove ha trovato condizioni pedoclimatiche ideali per pro- duzioni di particolare pregio.<br />
Gli agrumi coltivati nell’isola oggi sono concentrati prevalentemente lungo le fasce costiere tirrenica e ionica, nella Piana di Ca- tania e in un breve tratto della costa meridionale, da Campobello di Mazara a Ribera.<br />
L’arancio, anche se interessa tutte le province, è concentrato per oltre il 40% delle superfici regionali nei territori di Catania, Siracu- sa, Enna e Agrigento. L’areale più importante è la Piana di Catania, con la coltivazione delle varietà pigmentate (Tarocco, Moro e Sanguinello), di grande interesse economico per gli operatori del- la filiera agrumicola siciliana. La disponibilità, negli ultimi anni, di nuovi cloni di Tarocco ha consentito l’ampliamento del calendario di produzione, con una raccolta che parte a dicembre per conti- nuare fino a giugno. Produzioni di elevata qualità sono presenti nell’area Palagonia-Scordia, caratterizzata da impianti piuttosto giovani e produttivi (Sanguinello e Tarocco).<br />
La provincia di Enna, dal punto di vista colturale, è un’appendice dell’areale catanese, con caratteristiche e problematiche simili. Nel siracusano, la coltivazione dell’arancio interessa il territorio compreso tra Carlentini, Lentini e Francofonte.<br />
L’eccellente qualità del prodotto ha permesso il riconoscimento con marchi come l’Arancia Rossa di Sicilia IGP, che comprende diverse varietà tra cui il Tarocco, il Moro e il Sanguinello. Il territorio di coltivazione si estende nelle province di Catania e Siracusa.<br />
Di indubbio interesse è la produzione di arance bionde ombelica- te, o Navel, in provincia di Agrigento (Ribera e Sciacca); la varietà più diffusa è la Washington Navel, molto apprezzata sui mercati del Nord Italia.<br />
Le particolari condizioni ambientali hanno favorito lo sviluppo di un prodotto di qualità riconosciuto dal marchio Arancia di Ribe- ra DOP, che comprende le varietà Brasiliano, Washington Navel e Navelina, coltivate nella provincia di Agrigento e una piccola appendice in provincia di Palermo.</p>
<div class="layoutArea">
<div class="column"><strong><em>Piana di Catania e le arance rosse</em></strong></div>
<p>• La Piana di Catania, estesa per circa 43.000 ettari, di origine alluvionale, caratterizzata dalla “convivenza” <em>delle colate laviche e della vegetazione in continua mutazione proprio a causa della lava, è una delle zone più calde d’Europa. Nella Piana, dai catanesi denominata “Chiana”, si trovano l’Oasi del Simeto e un’oasi protetta quale il Parco dell’Etna, oltre alla riserva marinara dei faraglioni ad Aci Trezza. La Piana ha una predisposizione naturale alla coltivazione degli agrumi, in particolare delle arance, con terreni fertilissimi vocati a una produzione agrumicola mediamente alta. Il microclima tipico della zona di Catania fa sì che le arance rosse abbiano un gusto, un colore e proprietà salutistiche e vitaminiche unici al mondo. Il clima secco con forti escursioni di temperatura tra il giorno e la notte nel periodo di maturazione, tra ottobre e dicembre, consente la produzione delle antocianine che sono alla base della colorazione rossa. Per quanto riguarda le cultivar, il Moro è l’arancia più ricca di tali sostanze e quindi la più pigmentata, seguita dal Sanguinello e infine dal Tarocco.</em></p>
<div id="attachment_853" class="wp-caption alignnone" ><a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/agr-arance-albero.jpg"><img class="size-large wp-image-853" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/agr-arance-albero-1024x568.jpg" alt="Aranceti nella Piana di Catania" width="676" height="375" /></a><p class="wp-caption-text">Aranceti nella Piana di Catania</p></div>
<p><strong>L&#8217;arancio in</strong> <strong>Calabria</strong><br />
La regione è seconda solo alla ben più vasta Sicilia per la produzione di arance.  La superficie coltivata, di ben 43.000 ettari, è pari a quella dell&#8217;intera Piana di Catania. In provincia di Reggio gli aranceti sono particolarmente diffusi sullo Stretto e nella Piana di Gioia e Rosarno, mentre sulla fascia costiera ionica, fino a Monasterace, si coltiva prevalentemente il redditizio bergamotto. Come in tutte le aree agrumicole storiche sono presenti varietà tipiche di arancio, tra le quali si ricorda il Biondo San Giuseppe, una particolare selezione del Belladonna che riesce a conservarsi bene sulla pianta fino al mese di giugno, che ha il suo habitat nelle vallate di Catòna e Gàllico presso Reggio.</p>
<div id="attachment_1610" class="wp-caption alignnone" ><a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/05/arancia-san-giuseppe.jpg"><img class="size-large wp-image-1610" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/05/arancia-san-giuseppe-1024x680.jpg" alt="Arancia di San Giuseppe" width="676" height="449" /></a><p class="wp-caption-text">Arancia di San Giuseppe</p></div>
<p>Accanto alle tradizionali  varietà Tarocco e Ovale, vi è la recente diffusione della Navel, impiantata nell&#8217;area di Rosarno, che riscuote grande successo.</p>
<div id="attachment_1613" class="wp-caption alignnone" ><a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/05/navel.jpeg"><img class="size-full wp-image-1613" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/05/navel.jpeg" alt="arancia Navel ombelicata" width="225" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">arancia Navel ombelicata</p></div>
<p>Nel catanzarese la parte più rappresentativa è la costa tirrenica dove alle coltivazioni di arancio e clementine, nel corso degli anni, si è affiancata un’attività vivaistica, che ha rappresentato un punto fermo per la produzione di materiale di propagazione sia varietale che portinnesti.<br />
L’agrumicoltura più dinamica in quanto legata al mercato di consumo, pertanto in continuo aggiornamento varietale, è quella dell’arco ionico cosentino, in particolare nella Piana di Sibari. In questa zona si hanno ottime produzioni di arance ma anche di altri agrumi di maggior pregio, come il clementine, tanto da primeggiare come area a livello nazionale per superficie coltivata.</p>
<p>La coltivazione degli agrumi in <strong>Puglia</strong> è presente principalmente lungo l’arco ionico tarantino e leccese; una coltivazione di nicchia si pratica nel Gargano, con varietà tipiche locali. L’agrumicoltura si concentra quasi esclusivamente sull’arancicoltura, diffusa su oltre 6000 ettari, e sulla clementinicoltura, che interessa quasi 4800 ettari.La diffusione dell’agrumicoltura in coltura specializzata nell’area tarantina si fa risalire agli inizi del 1900, anche se dell’introduzione di tali frutti in questa zona si ha menzione con tutta probabilità già nel 1700. La scarsa disponibilità idrica ha condizionato la diffusione di questo gruppo di specie, ma è dopo gli anni &#8217;50 che si assiste all’espansione e specializzazione della coltivazione di agrumi, grazie alla riforma fondiaria, che ha consentito di mettere a disposizione degli agricoltori adeguate risorse idriche.Nel tarantino la coltivazione, concentrata nei comuni di Massafra, Palagiano, Palagianello, Castellaneta e Ginosa, vede primeggiare il clementine, con un calendario di maturazione che parte da ottobre per protrarsi a marzo con le varietà tardive. Per l’arancio prevale il Navelina, mentre per il clementine spicca il Comune. Per quanto riguarda i portinnesti prevale l’arancio amaro.  Nel leccese l’incidenza agrumicola non è particolarmente rilevante, però in passato diversi sono stati gli investimenti arancicoli e clementinicoli, che hanno consentito il conseguimento di produzioni di qualità, viste le condizioni ambientali miti che permettono di ottenere produzioni precoci.</p>
</div>
<p><strong>Basilicata</strong><br />
Nel Metapontino, territorio che ha visto la colonizzazione greca e con questa una fiorente attività agricola, il clima particolarmente mite consente la coltivazione dell’arancio, soprattutto Navel, e del clementine. La coltivazione degli agrumi ha origini antiche, dato che sembra siano stati gli arabi a introdurli nelle valli dell’Agri e del Sinni, dove trovarono condizioni idonee di coltivazione grazie alla disponibilità di risorse idriche.  Anche in questa regione l’agrumicoltura interessa quasi esclusivamente l’arancio, principalmente Navelina, ma anche Staccia, vecchia varietà con frutti molto succosi e dalla forma schiacciata, su poco meno di 6000 ettari, e il clementine, con cloni a maturazione precoce, intermedia e tardiva, messo a coltura su oltre 2000 ettari. Un’agrumicoltura destinata al consumo fresco deve soddisfare le esigenze del consumatore, per cui nell’ultimo decennio sono state inserite nuove varietà di agrumi a frutto piccolo, a matura- zione precoce e tardiva. La presenza di condizioni pedoclimatiche vocate, nonché acque irrigue di buona qualità, hanno permesso il ricambio del portinnesto, per cui si è passati dall’arancio amaro ai citrange.</p>
<p><em>La sagra dell’arancia di Montalbano Ionico</em><br />
<em>•Montalbano Ionico si sviluppa </em><em>su una collina costituita da rilievi argillosi, situata a una quindicina </em><em>di chilometri dalle rive del mar Ionio, a un’altezza di 292 m s.l.m. L’area calanchiva sulla quale si sviluppa </em><em>il centro abitato rappresenta una delle zone paesaggistiche più suggestive </em><em>e spettacolari della Basilicata, riconosciuta riserva naturale, </em><em>che comprende i vecchi giardini </em><em>con cultivar di arancio locali</em><br />
<em>• La sagra, </em><em>si svolge nel periodo invernale. La caratterizzano convegni con interventi specifici sull’agrumicoltura del litorale ionico e delle valli dell’Agri e del Sinni, laboratori del gusto e di educazione alimentare. A margine della sagra viene assegnato il premio “Arancia d’oro”</em><em>ai montalbanesi che si sono distinti nell’attività svolta</em></p>
</div>
<p><span style="text-decoration: underline;"><em>Le varietà tradizionali dell’agrumicoltura lucana</em></span></p>
</div>
<p>Si hanno notizie di coltivazioni di agrumi, e in particolare di aranci amari, nella zona di Tursi e Montalbano Ionico in una pubblicazione datata 1843.<br />
<em> Altri citano i superbi giardini dove si coltivano aranci che non hanno niente da invidiare sia per dolcezza sia per grossezza a quelli di Sorrento e Palermo.<br />
Da questi documenti si evince che queste zone della Basilicata sono particolarmente vocate e specializzate nella coltivazione degli aranci. Nel secolo scorso sono stati selezionati diversi ecotipi a polpa bionda e maturazione tardiva (Biondo o Golden</em><br />
<em> di Montalbano e Biondo o Golden di Tursi). Particolare è l’arancia “Staccia” (u’ stacc in dialetto), nome che deriva da un vecchio gioco che ha origini molto antiche, simile al gioco delle bocce ma fatto con pietre piatte dette “stacce” (dal greco straki), da cui prende il nome questa varietà del gruppo delle arance bionde, con frutto di forma oblata, fortemente schiacciata ai poli, con peso medio molto elevato (intorno ai 300 g) e apireno.</em></p>
</div>
</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ilmarionio.it/larancio-un-frutto-dolce-e-amaro-laltro-fratello/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;arancio, un frutto dolce e amaro: il primo fratello</title>
		<link>http://www.ilmarionio.it/larancio-un-frutto-dolce-e-amaro/</link>
		<comments>http://www.ilmarionio.it/larancio-un-frutto-dolce-e-amaro/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2020 22:56:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Gianmaria Domenico Marrara]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[generica]]></category>
		<category><![CDATA[Sapori]]></category>
		<category><![CDATA[uomo, natura, animali]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ilmarionio.it/?p=1519</guid>
		<description><![CDATA[Poche piante hanno contribuito a mutare il paesaggio mediterraneo come l&#8217;arancio, forse solo l&#8217;ulivo e la palma e , naturalmente l&#8217;altro coltivatissimo &#8220;citrus&#8221;, il limone. Prima di parlare delle tante varietà, del suo valore economico e culturale, proviamo a conoscere... <a class="more-link" href="http://www.ilmarionio.it/larancio-un-frutto-dolce-e-amaro/">Continua a leggere &#8594;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Poche piante hanno contribuito a mutare il paesaggio mediterraneo come l&#8217;arancio, forse solo l&#8217;ulivo e la palma e , naturalmente l&#8217;altro coltivatissimo &#8220;citrus&#8221;, il limone. Prima di parlare delle tante varietà, del suo valore economico e culturale, proviamo a conoscere questi agrumi fratelli ma dissimili a partire dalla storia della loro diffusione geografica.</p>
<p><strong>L&#8217; arancio amaro, <em>citrus aurantium L. </em></strong>detto anche melangolo, ha avuto un percorso simile a quello degli altri agrumi importati nel Mediterraneo dagli Arabi. E&#8217; originario dell&#8217;Asia sudorientale (fu ritrovato da J.Hooker ai piedi dell&#8217;Himalaya, nel Sikkim e fino al Bengala). Esiste un nome sanscrito per definirlo, <em>nagarunja,</em> da cui derivano tutti gli altri appellativi (hindi: narungee; arabo: narunji; italiano: naranzi, aranci). E&#8217; interessante notare che gli attributi sanscriti legati al suo nome sono riferiti al colore e non descrivono mai il sapore dolce, il che lascia intuire che l&#8217;unica varietà allora nota fosse quella amara (anche gli arabi in seguito descrivono solo quello dal succo amaro).<br />
Secondo l&#8217;erudito arabo Massoud l&#8217;albero giunse dall&#8217; India nel Mediterraneo dopo il 920, attraverso l&#8217;Oman, la Persia, l&#8217;Asia minore e l&#8217;Egitto. San Giovanni Damasceno, dottore delle chiesa vissuto tra il VII e l&#8217;VIII°  secolo a Damasco, e il medico e scienziato arabo Avicenna, in Andalusia all&#8217;inizio dell&#8217;XI° secolo, lo citano. Nel X° e XI° secolo venne impiantato in tutto il Mediterraneo arabo. Alberto Magno (1193-1280) è il primo autore europeo a menzionarlo con il termine <em>arangus</em>, e pare che il primo albero piantato a Roma fu nel giardino del convento di Santa Sabina all&#8217;Aventino da Domenico Guzman, poi San Domenico, nel 1218. Il &#8220;Giardino degli aranci&#8221; dell&#8217;Aventino ha quindi 802 anni !<br />
Venne coltivato immediatamente anche nel Mediterraneo settentrionale, per il suo straordinario fascino decorativo (il Mattioli nel XVI° secolo fornisce una significativa quanto errata etimologia del nome, come derivante da <em>aurantia poma</em> cioè pomi d&#8217;oro) e per il conturbante e sensuale profumo dei suoi fiori, le zagare. Giardini e chiostri furono decorati con questa pianta al tempo ancora esotica, che da allora venne utilizzata per trarne essenze da profumo, e fino al XVI° secolo quella amara fu l&#8217;unica specie di arancio conosciuta nel Mediterraneo; dopo l&#8217;introduzione dell&#8217;arancio dolce la sua coltivazione è stata progressivamente ridotta. <a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/04/Primavera-Botticelli-analisi.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-1523" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/04/Primavera-Botticelli-analisi-1024x682.jpg" alt="Primavera-Botticelli-analisi" width="676" height="450" /></a><br />
Sandro Botticelli dipinge nel 1480 la famosissima &#8220;Primavera&#8221; in cui la rappresentazione è fortemente simbolica della rinascita del mondo che esce dall&#8217;inverno. Il tiepido Zefiro soffia da occidente, dove, sui monti dell&#8217;Atlante, è situato il mitico giardino delle Esperidi e feconda la ninfa Flora, che in tutta la sua bellezza sparge i fiori nella natura; la scena è rappresentata in un bosco di arancio amaro con i suoi pomi d&#8217;oro e le sue zagare profumate, circondata da Venere, Mercurio e le Grazie, simboleggiando prosperità e sensualità.<br />
Oltre all&#8217;aspetto estetico e al suo impiego nell&#8217;architettura dei giardini, oggi l&#8217;arancio amaro ha un <strong>utilizzo officinale</strong> nella preparazione di profumi e sostanze farmaceutiche. Dalla buccia e dal frutto si estrae l&#8217;olio che ha proprietà lipolitiche, in quanto contiene la sinefrina, molecola simile all&#8217;efedrina. Il suo uso farmaceutico riduce il colesterolo e i trigliceridi.<br />
<a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/04/images-1.jpeg"><img class="alignnone size-full wp-image-1529" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/04/images-1.jpeg" alt="images-1" width="311" height="162" /></a><br />
Un importante uso della zagara è l&#8217;estrazione per ottenere l&#8217;<em>olio di Neroli, </em>conosciuto dalla sua introduzione in Francia dal principe Orsini di Nerola nel 1680, usato dalla moglie del principe e poi divenuto di grande pregio. L&#8217; olio di Neroli, oltre  al suo meraviglioso profumo, ha effetto sedativo ed è utile per curare l&#8217;ansia e l&#8217;insonnia. Ancora, dalle foglie per distillazione si estrae un&#8217;acqua di profumo e liquori. L&#8217;assoluta di fiori si ottiene con la tecnica dell&#8217;effleurage, e poi distillando in etere la concreta ottenuta: a differenza del neroli il profumo è più intenso e persistente. Infine dall&#8217;insieme di foglie, fiori e frutti acerbi si ottiene il distillato detto <em>petit grain (piccoli frutti).   </em>Tutte le case profumiere internazionali usano queste essenze, prodotte prevalentemente in Provenza, Sicilia e Calabria.<br />
<a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/04/arancio.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-1524" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/04/arancio-1024x577.jpg" alt="arancio" width="676" height="381" /></a></p>
<p>Ecco una selezione di profumi a base di arancio, che potrete approfondire sui siti specializzati come extrait.it<br />
<a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/04/profumi-arancio.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-1525" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/04/profumi-arancio-1024x322.jpg" alt="profumi-arancio" width="676" height="213" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ilmarionio.it/larancio-un-frutto-dolce-e-amaro/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>MUSABA, il progetto di una vita</title>
		<link>http://www.ilmarionio.it/musaba-il-progetto-di-una-vita/</link>
		<comments>http://www.ilmarionio.it/musaba-il-progetto-di-una-vita/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2020 14:41:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Gianmaria Domenico Marrara]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[generica]]></category>
		<category><![CDATA[Le rotte dell'arte]]></category>
		<category><![CDATA[uomo, natura, animali]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ilmarionio.it/?p=1473</guid>
		<description><![CDATA[Il sogno di Nik Spatari e della sua compagna Hiske Maas è lì, a Mammola, sulla sponda del fiume Torbido. Percorrendo la strada Tirreno Ionio lo si vede con le sue strutture ardite e colorate, tutte attorno all&#8217;antico monastero di... <a class="more-link" href="http://www.ilmarionio.it/musaba-il-progetto-di-una-vita/">Continua a leggere &#8594;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2017/10/images.jpeg"><img class="alignnone size-full wp-image-1468" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2017/10/images.jpeg" alt="nik spatari musaba" width="279" height="181" /></a>Il sogno di Nik Spatari e della sua compagna Hiske Maas è lì, a Mammola, sulla sponda del fiume Torbido. Percorrendo la strada Tirreno Ionio lo si vede con le sue strutture ardite e colorate, tutte attorno all&#8217;antico monastero di Santa Barbara. Ma quando si arriva all&#8217;ingresso per la stradina sul greto del fiume, l&#8217;impressione è ancora più forte: un dragone, guglie e statue, strutture bizzarre e colore ovunque.         Ho conosciuto Nik, che ha appena compiuto 91 anni, quando avevo 17 anni; era il 1970 e lui già metteva sulla tela le sue forme e colori particolarissimi, il suo cinghiale della creazione del mondo&#8230;    Nik era sordo dall&#8217;infanzia, a causa della esplosione di una bomba alla fine della guerra, ma il suo genio e la sua bellezza lo rendevano immensamente comunicativo.   Trasferitosi a Parigi e poi in giro per l&#8217;Europa, ha conosciuto Hiske, con cui ha realizzato il Museo, nel monastero abbandonato presso Mammola. Il MUseo di SAnta BArbara è insieme abitazione, esposizione d&#8217;arte sul territorio, galleria artistica, centro studi e scuola d&#8217;arte internazionale, che ospita giovani artisti da tutto il mondo.  Una esperienza forte, a pochi chilometri da Mammola e da Gioiosa Ionica, che da sola vale un viaggio in Calabria. Sul sito MUSABA.it troverete tutte le informazioni, io vi propongo le immagini di un luogo nato dalla fantasia di due grandi artisti , per nutrire la fantasia di tutti noi.<img class="alignnone size-large wp-image-1490" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/04/DSC_0241-1024x683.jpg" alt="DSC_0241" width="676" height="451" /><a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/04/DSC_0222.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-1482" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/04/DSC_0222-1024x683.jpg" alt="DSC_0222" width="676" height="451" /></a><a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/04/DSC_0223.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-1483" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/04/DSC_0223-1024x683.jpg" alt="DSC_0223" width="676" height="451" /></a><a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/04/DSC_0224.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-1484" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/04/DSC_0224-1024x683.jpg" alt="DSC_0224" width="676" height="451" /></a><a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/04/DSC_0234.jpg"><img class="alignnone  wp-image-1486" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/04/DSC_0234-683x1024.jpg" alt="DSC_0234" width="550" height="825" /></a><a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/04/DSC_0235.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-1487" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/04/DSC_0235-683x1024.jpg" alt="DSC_0235" width="676" height="1014" /></a><a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/04/DSC_0236.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-1488" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/04/DSC_0236-683x1024.jpg" alt="DSC_0236" width="676" height="1014" /></a><a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/04/DSC_0240.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-1489" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/04/DSC_0240-1024x683.jpg" alt="DSC_0240" width="676" height="451" /></a><a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/04/DSC_0242.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-1491" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/04/DSC_0242-1024x683.jpg" alt="DSC_0242" width="676" height="451" /></a><a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/04/DSC_0244.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-1492" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/04/DSC_0244-683x1024.jpg" alt="DSC_0244" width="676" height="1014" /></a><a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/04/DSC_0247.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-1493" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/04/DSC_0247-1024x683.jpg" alt="DSC_0247" width="676" height="451" /></a><a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/04/DSC_0249.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-1494" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/04/DSC_0249-1024x683.jpg" alt="DSC_0249" width="676" height="451" /></a><a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/04/DSC_0250.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-1495" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/04/DSC_0250-1024x683.jpg" alt="DSC_0250" width="676" height="451" /></a><a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/04/DSC_0253.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-1496" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/04/DSC_0253-683x1024.jpg" alt="DSC_0253" width="676" height="1014" /></a><a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/04/DSC_0254.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-1497" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/04/DSC_0254-1024x683.jpg" alt="DSC_0254" width="676" height="451" /></a><a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/04/DSC_0257.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-1498" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/04/DSC_0257-1024x683.jpg" alt="DSC_0257" width="676" height="451" /></a><a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/04/DSC_0260.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-1499" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/04/DSC_0260-1024x683.jpg" alt="DSC_0260" width="676" height="451" /></a><a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/04/DSC_0263.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-1500" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/04/DSC_0263-1024x683.jpg" alt="DSC_0263" width="676" height="451" /></a><a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2017/10/images-1.jpeg"><img class="alignnone size-full wp-image-1470" alt="" /><img class="alignnone size-large wp-image-1449" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2017/10/DSC_0265-683x1024.jpg" alt="DSC_0265" width="676" height="1014" /></a><a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2017/10/DSC_0268.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-1452" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2017/10/DSC_0268-683x1024.jpg" alt="DSC_0268" width="676" height="1014" /></a><a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2017/10/DSC_0269.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-1453" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2017/10/DSC_0269-1024x683.jpg" alt="DSC_0269" width="676" height="451" /></a><a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2017/10/DSC_0273.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-1457" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2017/10/DSC_0273-1024x683.jpg" alt="DSC_0273" width="676" height="451" /></a><a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2017/10/DSC_0278.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-1462" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2017/10/DSC_0278-1024x683.jpg" alt="DSC_0278" width="676" height="451" /></a><a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2017/10/DSC_0281.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-1465" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2017/10/DSC_0281-1024x683.jpg" alt="DSC_0281" width="676" height="451" /></a><a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2017/10/DSC_0275.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-1459" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2017/10/DSC_0275-1024x683.jpg" alt="DSC_0275" width="676" height="451" /></a><a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2017/10/images-2.jpeg"><img class="alignnone size-full wp-image-1469" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2017/10/images-2.jpeg" alt="nik spatari" width="330" height="153" /></a><a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2017/10/images-1.jpeg"><img class="alignnone size-full wp-image-1470" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2017/10/images-1.jpeg" alt="hiske maas musaba" width="274" height="184" /></a><a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/04/DSC_0220.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-1481" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2020/04/DSC_0220-1024x683.jpg" alt="DSC_0220" width="676" height="451" /></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ilmarionio.it/musaba-il-progetto-di-una-vita/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Gli agrumi, oro del mondo</title>
		<link>http://www.ilmarionio.it/arance-limoni-mandarini/</link>
		<comments>http://www.ilmarionio.it/arance-limoni-mandarini/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 03 Jan 2014 22:34:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Gianmaria Domenico Marrara]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[generica]]></category>
		<category><![CDATA[Sapori]]></category>
		<category><![CDATA[uomo, natura, animali]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ilmarionio.it/?p=835</guid>
		<description><![CDATA[La più antica citazione sugli agrumi è cinese. e risale a 4000 anni fa. Parla dell&#8217;uso votivo che si faceva dei frutti. I diversi tipi di agrumi che oggi conosciamo derivano da almeno tre taxa principali: I cedri, i pummeli... <a class="more-link" href="http://www.ilmarionio.it/arance-limoni-mandarini/">Continua a leggere &#8594;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La più antica citazione sugli agrumi è cinese. e risale a 4000 anni fa. Parla dell&#8217;uso votivo che si faceva dei frutti.<br />
I diversi tipi di agrumi che oggi conosciamo derivano da almeno tre taxa principali: <strong>I cedri, i pummeli e i mandarini</strong>.</p>
<p><a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/pummelo.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1621" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/pummelo.jpg" alt="pummelo" width="800" height="800" /></a></p>
<div id="attachment_1622" class="wp-caption alignnone" ><a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/Il-cedro-di-Calabria.jpg"><img class="size-full wp-image-1622" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/Il-cedro-di-Calabria.jpg" alt="Il cedro di Calabria" width="1000" height="1000" /></a><p class="wp-caption-text">Il cedro di Calabria</p></div>
<p><a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/Mandarino.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1623" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/Mandarino.jpg" alt="Mandarino" width="840" height="510" /></a>           Questi, a loro volta, deriverebbero da un antenato comune che si sarebbe originato circa 20-30 milioni di anni fa, alla metà dell’era terziaria, in qualche regione del Sud-Est asiatico.<br />
Le conquiste di Alessandro Magno, i Monsoni, la Diaspora, l’espansione dell’Islam, le Crociate, i viaggi commerciali in Oriente, la scoperta dell’America e altri numerosi eventi, contribuirono a propagare gli agrumi dalle loro aree originali in altre aree, dove le condizioni erano favorevoli per il loro sviluppo. Così arrivarono nel bacino del Mediterraneo e poi nel Nuovo Mondo con diverse specie e varietà.   Gli agrumi hanno trovato un habitat ideale nel Mediterraneo e in particolare nello Ionio siciliano e calabrese&#8230;&#8230;&#8230;<br />
La mia infanzia l&#8217;ho vissuta nel grande agrumeto di famiglia, ettari di bergamotto, limone e arancio nella valle del Calopinace, proprio sotto la villa costruita dal nonno Domenico a Reggio Calabria.           I frutti venivano lavorati in vari modi: i bergamotti erano destinati alla produzione di essenza pregiatissima che veniva prodotta nella fabbrica sotto casa ed esportata in Francia ed Inghilterra,  le arance e i limoni venivano messi in cassette e destinati ai mercati. I cedri e i mandarini venivano consumati in casa. Le arance e i cedri venivano anche lavorati per l&#8217;industria dei canditi per la pasticceria.</p>
<p>Tutti questi frutti che hanno la loro origine in Oriente sono arrivati nel Mediterraneo in varie epoche, e hanno contribuito a cambiare radicalmente il paesaggio dell&#8217;Italia meridionale, donando una grazia e un&#8217;eleganza unica alle coste e all&#8217;entroterra sopratutto di Calabria e Sicilia, e contribuendo alla creazione di ecosistemi particolari e molto ricchi di flora e piccola fauna, essendo sempre sviluppati nelle valli accanto ai corsi d&#8217;acqua. Dedicherò ad ognuno dei principali agrumi un post particolare.</p>

<a href='http://www.ilmarionio.it/arance-limoni-mandarini/agr-arance-albero/'><img data-attachment-id="853" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/agr-arance-albero.jpg" data-orig-size="2986,1659" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="agr arance albero" data-image-description="&lt;p&gt;Aranceti nella Piana di Catania&lt;/p&gt;
" data-medium-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/agr-arance-albero-300x166.jpg" data-large-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/agr-arance-albero-1024x568.jpg" width="150" height="150" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/agr-arance-albero-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Aranceti nella Piana di Catania" /></a>
<a href='http://www.ilmarionio.it/arance-limoni-mandarini/agr-arance-frutti/'><img data-attachment-id="843" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/agr-Arance-frutti.jpg" data-orig-size="2400,1350" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="agr Arance frutti" data-image-description="&lt;p&gt;Le arance oro della Sicilia e del sud&lt;/p&gt;
" data-medium-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/agr-Arance-frutti-300x168.jpg" data-large-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/agr-Arance-frutti-1024x576.jpg" width="150" height="150" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/agr-Arance-frutti-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Le arance oro della Sicilia e del sud" /></a>
<a href='http://www.ilmarionio.it/arance-limoni-mandarini/agr-arancia-canditi/'><img data-attachment-id="844" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/agr-Arancia-canditi.jpg" data-orig-size="1024,768" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;2.8&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;Picasa&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Canon DIGITAL IXUS 850 IS&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1332076271&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;4.6&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;75&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.003125&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="agr Arancia canditi" data-image-description="" data-medium-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/agr-Arancia-canditi-300x225.jpg" data-large-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/agr-Arancia-canditi.jpg" width="150" height="150" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/agr-Arancia-canditi-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="agr Arancia canditi" /></a>
<a href='http://www.ilmarionio.it/arance-limoni-mandarini/agr-cedro-candito/'><img data-attachment-id="845" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/agr-cedro-candito.jpg" data-orig-size="1600,1200" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="agr cedro candito" data-image-description="&lt;p&gt;Il cedro candito usato fin dall&#8217;antichità nelle preparazioni dolci&lt;/p&gt;
" data-medium-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/agr-cedro-candito-300x225.jpg" data-large-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/agr-cedro-candito-1024x768.jpg" width="150" height="150" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/agr-cedro-candito-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Il cedro candito dalla spessa polpa" /></a>
<a href='http://www.ilmarionio.it/arance-limoni-mandarini/agr-cedro-citrus-medica/'><img data-attachment-id="846" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/agr-Cedro-Citrus-medica.jpg" data-orig-size="1799,2025" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;14&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;NIKON D70&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1143367507&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;28&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.05&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="agr Cedro Citrus medica" data-image-description="&lt;p&gt;Citrus medica, il cedro e la limetta, tipici dello Stretto e dell&#8217;alta Calabria&lt;/p&gt;
" data-medium-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/agr-Cedro-Citrus-medica-266x300.jpg" data-large-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/agr-Cedro-Citrus-medica-909x1024.jpg" width="150" height="150" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/agr-Cedro-Citrus-medica-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Citrus medica, i grossi frutti del cedro e della limetta" /></a>
<a href='http://www.ilmarionio.it/arance-limoni-mandarini/agr-limone-a-scorza-grossa/'><img data-attachment-id="847" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/agr-limone-a-scorza-grossa.jpg" data-orig-size="720,540" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="agr limone a scorza grossa" data-image-description="" data-medium-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/agr-limone-a-scorza-grossa-300x225.jpg" data-large-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/agr-limone-a-scorza-grossa.jpg" width="150" height="150" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/agr-limone-a-scorza-grossa-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="agr limone a scorza grossa" /></a>
<a href='http://www.ilmarionio.it/arance-limoni-mandarini/agr-limone/'><img data-attachment-id="848" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/agr-limone.jpg" data-orig-size="1600,1200" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="agr limone" data-image-description="" data-medium-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/agr-limone-300x225.jpg" data-large-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/agr-limone-1024x768.jpg" width="150" height="150" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/agr-limone-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="agr limone" /></a>
<a href='http://www.ilmarionio.it/arance-limoni-mandarini/agr-limone1/'><img data-attachment-id="849" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/agr-Limone1.jpg" data-orig-size="923,691" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;6.3&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;NIKON D70s&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1208509097&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;200&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.0125&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="agr Limone1" data-image-description="" data-medium-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/agr-Limone1-300x224.jpg" data-large-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/agr-Limone1.jpg" width="150" height="150" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/agr-Limone1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="agr Limone1" /></a>
<a href='http://www.ilmarionio.it/arance-limoni-mandarini/agr-mandarino-albero/'><img data-attachment-id="850" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/agr-mandarino-albero.jpg" data-orig-size="976,663" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="agr mandarino albero" data-image-description="" data-medium-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/agr-mandarino-albero-300x203.jpg" data-large-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/agr-mandarino-albero.jpg" width="150" height="150" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/agr-mandarino-albero-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="agr mandarino albero" /></a>
<a href='http://www.ilmarionio.it/arance-limoni-mandarini/open-tangerine-fruit/'><img data-attachment-id="851" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/agr-Mandarino-frutto.jpg" data-orig-size="3500,2447" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;32&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;Leonid Nyshko - Fotolia&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Canon EOS 5D&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;Open tangerine fruit isolated on white&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1324308876&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;Leonid Nyshko - Fotolia&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;200&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;100&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.01&quot;,&quot;title&quot;:&quot;Open tangerine fruit&quot;}" data-image-title="Open tangerine fruit" data-image-description="&lt;p&gt; Il frutto del mandarino, a Reggio particolarmente dolce e profumato&lt;/p&gt;
" data-medium-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/agr-Mandarino-frutto-300x209.jpg" data-large-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/agr-Mandarino-frutto-1024x715.jpg" width="150" height="150" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/agr-Mandarino-frutto-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Il frutto del mandarino, a Reggio particolarmente dolce e profumato" /></a>
<a href='http://www.ilmarionio.it/arance-limoni-mandarini/agr-mandarino/'><img data-attachment-id="852" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/agr-mandarino.jpeg" data-orig-size="800,600" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="agr mandarino" data-image-description="" data-medium-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/agr-mandarino-300x225.jpeg" data-large-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/agr-mandarino.jpeg" width="150" height="150" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/agr-mandarino-150x150.jpeg" class="attachment-thumbnail" alt="agr mandarino" /></a>
<a href='http://www.ilmarionio.it/sapori-e-profumi/bergamotto-etichetta-con-macchina-calabrese/'><img data-attachment-id="566" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/11/bergamotto-etichetta-con-macchina-calabrese.jpg" data-orig-size="500,304" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="bergamotto etichetta con macchina calabrese" data-image-description="&lt;p&gt;etichetta con &#8220;macchina calabrese&#8221;&lt;/p&gt;
" data-medium-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/11/bergamotto-etichetta-con-macchina-calabrese-300x182.jpg" data-large-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/11/bergamotto-etichetta-con-macchina-calabrese.jpg" width="150" height="150" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/11/bergamotto-etichetta-con-macchina-calabrese-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="etichetta con &quot;macchina calabrese&quot;" /></a>
<a href='http://www.ilmarionio.it/chi-siamo/bergamotto-pianta/'><img data-attachment-id="114" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/10/bergamotto-pianta.jpg" data-orig-size="1307,980" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="Il bergamotto si produce solo in provincia di Reggio" data-image-description="&lt;p&gt;
Il bergamotto preziosa base per i profumi, coltivato solo a Reggio&lt;/p&gt;
" data-medium-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/10/bergamotto-pianta-300x224.jpg" data-large-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/10/bergamotto-pianta-1024x767.jpg" width="150" height="150" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/10/bergamotto-pianta-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Il bergamotto preziosa base per i profumi, coltivato solo a Reggio" /></a>

<p>Innamorato del paesaggio della mia Città, ne do una descrizione fatta dal viaggiatore inglese Edward Lear, nel 1847.  Il 26 luglio, appena arrivato a Reggio, &#8220;<em>&#8230;all&#8217;alba mi son preparato e ben presto mi son dondolato un po&#8217; qui e un po&#8217; là per cercare la migliore veduta, tra infiniti fichi d&#8217;India e sentieri di aloe, fichi e aranceti. <strong>Reggio è veramente un grande giardino e senza dubbio uno dei posti più belli che si possano trovare sulla terra.</strong> Un Castello quasi </em><i>distrutto, bellissimo, pittoresco, domina la città, lo Stretto e il Mongibello coronato di neve più in là. Sotto le mura sono sparsi giardini di aranci, limoni, cedri e bergamotti, e  tutto questo genere di frutta è chiamato dagli Italiani <strong>&lt;Agrumi&gt;</strong>&#8230;&#8221;.</i></p>
<div id="attachment_1632" class="wp-caption alignnone" ><a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/T00630_10.jpg"><img class="size-large wp-image-1632" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/T00630_10-1024x625.jpg" alt="view of Reggio and the Strais of Messina 1847 Edward Lear" width="676" height="413" /></a><p class="wp-caption-text">view of Reggio and the Strais of Messina 1847 Edward Lear</p></div>
<p>Aggiungo un interessante contributo, tratto dal sito Culture e Colture, sui giardini storici.</p>
<p><strong>Gli agrumi nei giardini storici </strong><em>di Addolorata Ines Peduto</em><br />
L&#8217;arrivo in Sicilia dell&#8217;arancio amaro portato dagli arabi nei secoli X e XI segna l&#8217;inizio di una diffusione costante della coltura degli agrumi in Italia in quelle zone con favorevoli condizioni climatiche.<br />
I testi cinquecenteschi fanno degli agrumi un raffinato motivo della giardineria ed un piacevole tema di conversazione nel clima rinascimentale e barocco: infatti, tra gli aspetti interessanti che caratterizzavano il mondo degli agrumi, vi era il collezionismo botanico.<br />
La trattatistica cinque e seicentesca ci consente di individuare alcune tipologie classiche dei giardini di agrumi: la collezione delle piante in vaso, gli agrumi guidati a spalliera e a pergola, gli alberi a filare e a boschetto oppure isolati in aiuole. Agostino Gallo così descrive l&#8217;orto-frutteto-giardino di tradizione italiana: &#8220;La presenza dei vasi di cedri, di limoni e di aranci lo rende prezioso come la singolarità di un pergolato di limoni: queste rarità non sono per tutti, fanno del giardino un luogo dove mettere in mostra ciò che si distingue e fa meraviglia&#8221; (da Varoli Piazza 1995, pag. 363). Alle descrizioni dei trattati si possono aggiungere gli inventari che vengono redatti al momento della successione o della vendita del bene, per meglio comprendere la storia dei giardini di agrumi e  mettere in evidenza che tra i motivi per cui questa tipologia di giardino è andata in disuso rimane quello principale dei costi per il governo delle piante e la manutenzione delle serre.<br />
Un modello di spalliera e di pergola della fine del XV secolo ci viene tramandato attraverso la descrizione del giardino di Venere dalla Hypnerotomachia Poliphili di Francesco Colonna.<br />
Alcuni dei più noti giardini di agrumi romani sono il giardino della Villa del Cardinale Bolognetti fuori Porta Pia, il giardino pensile all&#8217;interno di Palazzo San Marco a Roma, il Giardino del Belvedere in Vaticano, i giardini dei feudi farnesiani e Villa Grazioli a Grottaferrata.<br />
Villa Borghese e Villa Doria Pamphilj riassumono, infine, attraverso ben quattro secoli di storia un repertorio delle modalità di coltivazione e utilizzazione di aranci, melangoli e limoni: a spalliera, a pergola, in vaso, a terra in piantate regolari.<br />
<a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/parco_savello_4_1546874746.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-1563" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/parco_savello_4_1546874746-1024x576.jpg" alt="parco_savello_4_1546874746" width="676" height="380" /></a><br />
<em>il Giardino degli Aranci all&#8217;Aventino è il più antico d&#8217;Italia</em></p>
<p>Nel <em>Hesperides, sive de malorum aureorum cultura et usu</em>, volume pubblicato da Giovanni Battista Ferrari nel 1646, relativamente all&#8217;introduzione degli agrumi in Italia, i cedri sono stati introdotti in Lombardia, i limoni in Liguria e gli aranci in Campania.<br />
Gli agrumi anno avuto una vasta diffusione nei giardini del veneto, introdotti nella seconda metà del Duecento dai francescani nel convento di Gargnano, sul lago di Garda, dove, oltre al clima particolarmente mite, era presente un ingegnoso sistema di serre smontabili. In seguito gli agrumi sono stati diffusi sulla sponda bresciana del lago e poi su quella veronese, dove crescevano in piena terra riparati in inverno da vetrate e tavole che erano sorrette da appositi pilastri in pietra, diventando parte integrante del paesaggio.<br />
Dalle rive del Garda gli agrumi sono stati introdotti sulla terraferma; ne è un esempio il Giardino Giusti di Verona, realizzato tra il 1566 e il 1580 da Agostino Giusti sull’area posteriore del palazzo urbano della nobile famiglia veronese, incorporando l&#8217;antica cinta muraria teodoriciana a Nord ed una rupe ad Est, che garantivano agli agrumi una straordinaria protezione, come una vera e propria serra a cielo aperto.<br />
Francesco Pona, che ha lasciato una dettagliata descrizione del Giardino Giusti, cosi scriveva: “Lungo il cammino che dolcemente conduce, con un percorso a zig-zag, ai piedi della rupe, si trova la &#8220;Reggia dei Fiori&#8221;, adorna sempre di tanta copia di Melaranci, di Limoni, e di Cedri, di fiori carichi in un tempo stesso, e di frutti parte verdi, e parte dorati, e di tanti Gelsomini” (da Azzi Visentini 1995, pag. 271). Vincenzo Scamozzi nella sua L&#8217;idea della architettura universale, pubblicata nel 1615, dedicava al giardino importanti osservazioni: “&#8230; il Cedro, il Limone, l&#8217;Arancio, il Pomo d&#8217;Adamo e l&#8217;Ulivo; i quali fanno preziosissimi frutti, e rendono gratissimo odore&#8230; possono essere coltivati in piena terra o in vaso, con le prime si ottengono spalliere, pergolati e altre architetture di verzura, o si fanno crescere liberamente” (ibidem, pag. 273). Nei commenti alle ville da lui ideate o ristrutturate Scamozzi ricordava presenza e dislocazione delle cedrare, che costituivano parte integrante dei giardini da lui progettati.<br />
Lungo la Riviera di Salò, per rendere possibile la coltivazione degli agrumi in piena terra a queste latitudini, venivano costruite serre in muratura, coperte e chiuse con assi di legno: le limonaie.<br />
&#8220;Tali limonaie, alcuna delle quali ha, a guisa di scalea, fino a otto o dieci serie di rialzi e di pilastri, guardandole dal lago ti danno l&#8217;aspetto d&#8217;anfiteatro, con migliaia di bianche colonne, aventi un aspetto ed un carattere singolarissimo e pittoresco&#8221; (ibidem, pag. 297) scriveva il Bettoni in La coltivazione degli agrumi nella Riviera del Lago di Garda (1877). L&#8217;agrumicoltura gardesana andò caratterizzando notevolmente il paesaggio, in special modo le limonaie, ricordate anche da Goethe durante una sua visita nel 1786.</p>
<div id="attachment_1568" class="wp-caption alignnone" ><a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/limoni.jpg"><img class="size-full wp-image-1568" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/limoni.jpg" alt="le limonaie del Garda" width="1000" height="598" /></a><p class="wp-caption-text">le limonaie del Garda</p></div>
<div id="attachment_1569" class="wp-caption alignnone" ><a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/limonaie-del-garda-700x436.jpg"><img class="size-full wp-image-1569" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/limonaie-del-garda-700x436.jpg" alt="limoneti storici, Limone del Garda" width="700" height="436" /></a><p class="wp-caption-text">limoneti storici, Limone del Garda</p></div>
<p>A partire dal XVI secolo gli agrumi risultavano presenti in numerosi giardini lombardi, considerati non solo da un punto di vista produttivo ma anche decorativo.<br />
Nel dialogo di Bartolomeo Taegio del 1559, in cui vengono trattati non solo gli aspetti agricolo-botanici, tecnico-colturali, ma anche quelli filosofici e culturali del vivere in Villa, vengono descritti numerosi giardini milanesi &#8220;…cortese et gentilissimo Signor Bernardo Trebbia, che nel mezzo del suo felicissimo giardino ha una fontana fabbricata per mano di Bramante, e fregiata da una giocondissima selva di aranzi, limoni, e cedri&#8221; (ibidem, pag. 302).<br />
Caso particolare era la proprietà dei conti Borromeo sull&#8217;Isola Madre. Il giardino dell&#8217;isola era un Orto Botanico e gli agrumi vi erano coltivati fin dal 1400 con scopo sia decorativo che produttivo. Le piante in piena terra erano coperte per mezzo di una struttura lignea a doppio spiovente con capriata.<br />
L&#8217;agrumicoltura gardesana raggiunse la massima espansione negli anni 1850-55 per poi decadere: il costo della mano d&#8217;opera e dei materiali, i contratti agrari per mezzadria, il diminuire del valore degli agrumi per la concorrenza del prodotto meridionale, la scoperta della formula per ottenere chimicamente l&#8217;acido citrico, il diffondersi della gommosi portarono all&#8217;abbandono della produzione. Il conseguente degrado e trasformazione delle limonaie, divenute elemento tipico del paesaggio, comportarono una alterazione dello stesso e la perdita della leggibilità dell&#8217;impianto storico dei giardini.<br />
In Liguria sono numerose le testimonianze storiche di una rilevante presenza di coltivazioni di agrumi durante il Medioevo, tali da caratterizzare il paesaggio e l&#8217;economia agraria di alcuni tratti del litorale. Il Quaini nella sua analisi storica citava il Comune di Genova che intorno alla metà del &#8216;300 aveva utilizzato alberi di arancio per abbellire la piazza di San Tommaso (ibidem, pag. 219). La notorietà di San Remo, come centro di produzione di agrumi, traspare anche in alcuni documenti di archivio, da cui risulta che, nel 1359, ben 50.000 aranci erano stati trasportati ad Avignone, città dei Papi. Le testimonianze più numerose sulla presenza e sulla diffusione degli agrumi si hanno intorno al 1500. Nella sua Storia del paesaggio agrario italiano Emilio Sereni osserva: &#8220;&#8230; là dove, con le sue attività agricole l&#8217;uomo comincia ad imprimere, al paesaggio agrario, forme più coscientemente elaborate, la via è aperta ad una valutazione di queste forme che non è solo tecnica ed economica, ma estetica&#8221; (ibidem, pag. 217).<br />
L&#8217;introduzione degli agrumi in Toscana era documentata già nel &#8216;300; il Boccaccio scrive nella terza cornice del Decamerone: &#8220;…era un prato di minutissima erba e verde tanto… chiuso dintorno di verdissimi e vivi aranci e di cedri, li quali, avendo frutti ed nuovi ed i fiori ancora, non solamente piacevole ombra agli occhi, ma anche all&#8217;odorato facevan piacere…&#8221; (da Varoli Piazza 1995, pag. 363). L&#8217;interesse di Cosimo I de Medici per gli agrumi è confermato da una lettera di Pierfrancesco Riccio al duca del 7 marzo 1551, e in un`altra lettera di Lelio Torelli del 1565, in cui risultava che il duca aveva fatto acquistare centosessanta melaranci dalle monache di Santa Felicita, monastero confinante con il giardino di Boboli.<br />
Villa di Castello sembra destinata sin dall&#8217;origine alla coltivazione degli agrumi, più che altri giardini iniziati da Cosimo I. La testimonianza più significativa della coltivazione di agrumi a spalliera di dimensione grandiose è ancora oggi visibile nel giardino di agrumi che Cosimo II fece costruire nell`ambito dei lavori di ampliamento del Giardino di Boboli nel 1612. L&#8217;importanza della collezione medicea fu compresa a pieno da Pietro Leopoldo di Lorena, che nel 1778 fece costruire nel Giardino di Boboli una grande limonaia per accogliere in modo più razionale gli agrumi.<br />
<a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/giardino-ilbiviere-2.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-1564" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/giardino-ilbiviere-2-1024x713.jpg" alt="giardino-ilbiviere-2" width="676" height="471" /></a><br />
<em>agrumeti storici, il Biviere di Lentini</em></p>
<p>In Sicilia la coltivazione degli agrumi risale all’età islamica, al X secolo. Gli agrumi furono importati nell&#8217;occidente mediterraneo dalla Siria e dall&#8217;Egitto, provenienti dall&#8217;India. La coltivazione degli agrumi progredì grazie ai sistemi d&#8217;irrigazione d&#8217;origine persiana adottati dai mussulmani siciliani. Questi ultimi, dopo la conquista della città di Palermo nell&#8217;831, impiantarono colture diverse, promuovendo lo sviluppo agricolo della piana palermitana grazie agli impianti idrici. L&#8217;acqua della falda freatica fu convogliata in una fitta rete di qanat, cioè di condotte sotterranee. A Palermo i giardini ed i parchi non nacquero ai margini di un deserto, ma in un ambiente naturale antropizzato, con qualificata e fiorente agricoltura. Ad evocare l&#8217;idea di giardino &#8220;paradiso&#8221; proprio della cultura islamica furono i mosaici della volta e delle parti alte delle pareti, della Sala detta di Ruggero, negli spazi più intimi della zona residenziale del Palazzo Reale di Palermo.</p>
<p><a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/agrumeti-storici-la-camera-approva-legge-per-salv-74352.jpg"><img class="size-full wp-image-1565" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/agrumeti-storici-la-camera-approva-legge-per-salv-74352.jpg" alt="agrumeti storici, Amalfi" width="600" height="456" /></a><br />
<em>agrumeti storici, Amalfi</em></p>
<p>La tradizione partenopea è legata al giardino fruttifero. I poeti dell&#8217;antica Roma avevano cantato i giardini delle ville di Baia, ma è nel &#8216;500 che Napoli visse un momento di grande splendore come scrisse il Di Falco, la città è &#8220;&#8230; depinta e vestita da cotanti verdeggianti giardini…tanti arbori odoriferi de cedri et aranzi…&#8221; (da Tagliolini 1995, pag. 4).<br />
Il disegno del Lanfranco raffigurante l&#8217;arrivo degli agrumi nel golfo di Napoli, riportato nella celebre opera Hesperides sive de malorum aureorum cultura et usu, testimonia il ruolo che le piante avevano nella vita partenopea. L&#8217;idea di giardino non era un privilegio delle ville ma anche delle terrazze degli edifici urbani nelle quali le piante di agrumi erano le preferite. I giardini della costa sorrentina e amalfitana, costruiti sui terrazzamenti, sono ancora oggi depositari di questa coltura.<br />
Nel chiostro maiolicato di Santa Chiara, i pilastri ottogonali intonacati costituivano l&#8217;asse principale del cosidetto &#8220;grottone&#8221; degli agrumi, del quale Bernardo De Dominici scrisse: &#8220;…avendo abbellito il loro Chiostro interiore, ov&#8217;erano giardini…e varie sorte di Agrumi…&#8221;.<br />
Attraverso l&#8217;architettura delle cedrare, delle aranciere e delle limonaie riscopriamo i segni del gusto di un’epoca.</p>
<p><strong>L’indissolubile legame con i paesaggi d’acqua</strong></p>
<p>L’acqua deve sempre essere presente laddove vengono coltivati agrumi, sia a scopo ornamentale sia a scopo produttivo.<br />
La crescita degli agrumi ha sempre richiesto impianti di irrigazione sofisticati, che a seconda delle epoche e delle culture sono stati concepiti e realizzati con le più diversificate soluzioni ingegneristi- che. Gli agrumeti nelle oasi desertiche – i primi giardini – riservano ruoli e posizioni centrali ai pozzi da cui attingere l’acqua da portare manualmente al terreno da irrigare. L’acqua era elemento architettonico dei giardini di tradizione araba, e mediterranei poi, in cui gli alberi di aranci, cedri e limoni erano presenze costanti assieme a fiori di varie specie e alberi da frutto. La più evoluta tradizione araba di irrigazione dell’agrumeto è antichissima e basata sulla canalizzazione che in Arabia viene chiamata <strong>qanat/sajiya,</strong> in Sicilia e Calabria <strong>Saia,</strong><strong> </strong>e che si avvale di cisterne all&#8217;aperto dette <strong>Jibiah, </strong>in Sicilia e Calabria <strong>Gebbie,</strong> rifornite da una sorgente,<strong> </strong>in un’ottica di risparmio di questa preziosa risorsa. Di questa antica modalità di somministrazione dell’acqua vi è traccia ancora in alcuni paesaggi agrumicoli dediti alla produzione di limoni e bergamotti. La sistemazione a colmi e solchi dell’agrumeto disegna una trama che, al momento dell’adacquamento, si trasforma in ordinati canali di scorrimento a cielo aperto per portare l’acqua, per scorrimento, infiltrazione o tracimazione, al piede delle singole piante all’interno di conche. Grazie a questa irrigazione salvifica, dopo un periodo di indotta siccità (è la tecnica della “forzatura”), le piante di limoni riprendono a fiorire per dare il pregiato limone Verdello.  Il paesaggio degli agrumi si è tutto costruito sullo sforzo dell’uomo di controllare l’acqua nella quantità, nel percorso, nella qualità anche laddove non era disponibile. Proprio la preziosità di questa risorsa per la produzione di agrumi sarà nel Meridione all’origine di accordi, dispute e lotte per l’acqua tra i proprietari terrieri per il suo uso esclusivo e la creazione di un sistema irriguo a lungo inciderà sull’economia dell’agrumicoltura. Il paesaggio dell’agrumicoltura moderna continua a essere un paesaggio irriguo, ma oggi il legame del paesaggio con l’acqua ha perso molto della spettacolarità del passato e il depauperamento di questa risorsa ambientale impone sistemi di irrigazione a bassa portata – gli impianti a goccia –, sottochioma per evitare lo spreco della bagnatura fogliare, e anche nei giardini si incomincia a nascondere il consumo di acqua con gli impianti di subirrigazione.</p>
<div id="attachment_1635" class="wp-caption alignnone" ><a href="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/il-condotto-della-saia.jpg"><img class="size-full wp-image-1635" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2014/01/il-condotto-della-saia.jpg" alt="il condotto della Saia" width="500" height="764" /></a><p class="wp-caption-text">il condotto della Saia</p></div>
<p><strong><em>Acqua: risorsa, fattore produttivo, paesaggio liquido</em></strong></p>
<p><em>•L’acqua è un archetipo dei giardini in molte culture in quanto elemento simbolico di vita, piacevolezza, benessere, ma anche un elemento costitutivo di molti paesaggi agrari nei quali essa, e in particolare </em><em>le sistemazioni e i dispositivi per</em><em>la sua raccolta e somministrazione, divengono elementi caratterizzanti </em><em>lo spazio coltivato. Così la rete </em><em>dei canali caratterizza le fertili pianure bonificate del Centro-Sud Italia, i fossi e i canali continuano a disegnare l’antica centuriazione romana della pianura padana e l’acqua viene piegata alle azioni dell’agricoltore nelle campagne coltivate a riso.</em><em>La modificazione dell’assetto del terreno e lo studio della regimazione delle acque da sempre sono esigenze dell’agricoltura. Tra le colture arboree – quasi tutte richiedono l’irrigazione per il raggiungimento di elevati standard qualitativi dei frutti –</em><em>gli agrumi, piante che di per sé non sono in grado di resistere alla siccità, rappresentano un esempio di legame con questo elemento anche di singolare valenza architettonica e culturale</em></p>
<p><em><strong>Paesaggi olfattivi</strong></em></p>
<p>I profumi fanno parte dell’identità del giardino e del paesaggio e la loro fragranza aiuta a leggere e percepire i luoghi, oltre che a conservarne la memoria individuale. Ogni paesaggio ha almeno in un momento dell’anno il suo profumo: quello dell’erba tagliata, dei prati fioriti, dei frutti maturi, delle essenze, delle foglie, delle resine dei tronchi e tanti altri nel corso della sua trasformazione di stagione in stagione. Il “giardino d’agrumi” rappresenta una delle esperienze olfattive più forti a primavera, quando gli alberi sono in fiore e in alcune specie o varietà ancora carichi di frutti maturi o in via di sviluppo, un momento della trasformazione del paesaggio pervaso ovunque dall’essenza di agrumi, ma anche dall’odore del denso fogliame.Oggi il profumo delle essenze vegetali sta tornando a essere il tema di fondo della progettazione del giardino e tanti nuovi o restaurati “giardini e paesaggi olfattivi” incominciano a essere proposti e realizzati. Molti sono i luoghi dove il paesaggio d’agrumi è stato ripristinato per evocarne oltre che la bellezza, la fragranza.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ilmarionio.it/arance-limoni-mandarini/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La vite e il vino</title>
		<link>http://www.ilmarionio.it/la-vite-e-il-vino/</link>
		<comments>http://www.ilmarionio.it/la-vite-e-il-vino/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 26 Dec 2013 17:22:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Gianmaria Domenico Marrara]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[uomo, natura, animali]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ilmarionio.it/?p=759</guid>
		<description><![CDATA[Dalle profondità della storia arriva la vite, presente nelle narrazioni di  tutti i popoli del mondo antico e moderno. Troppo da dire&#8230;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Dalle profondità della storia arriva la vite, presente nelle narrazioni di  tutti i popoli del mondo antico e moderno.</p>
<p>Troppo da dire&#8230;</p>

<a href='http://www.ilmarionio.it/?attachment_id=774'><img data-attachment-id="774" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/vite-Dionysos.jpg" data-orig-size="580,690" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="vite Dionysos" data-image-description="&lt;p&gt;Dionysos portòdalla Grecia all&#8217;India il culto della vite&lt;/p&gt;
" data-medium-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/vite-Dionysos-252x300.jpg" data-large-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/vite-Dionysos.jpg" width="150" height="150" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/vite-Dionysos-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Statua bronzea di Dyonisos dio della vite e del vino" /></a>
<a href='http://www.ilmarionio.it/la-vite-e-il-vino/vite-uva-calice/'><img data-attachment-id="771" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/vite-uva-calice.jpg" data-orig-size="2560,1600" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="vite uva calice" data-image-description="" data-medium-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/vite-uva-calice-300x187.jpg" data-large-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/vite-uva-calice-1024x640.jpg" width="150" height="150" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/vite-uva-calice-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="vite uva calice" /></a>
<a href='http://www.ilmarionio.it/la-vite-e-il-vino/vite-ebbrezza-di-noe/'><img data-attachment-id="775" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/vite-ebbrezza-di-Noè.jpg" data-orig-size="1321,1000" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="vite ebbrezza di Noè" data-image-description="&lt;p&gt;Noè coltiva la vite e prova l&#8217;ebbrezza&lt;/p&gt;
" data-medium-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/vite-ebbrezza-di-Noè-300x227.jpg" data-large-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/vite-ebbrezza-di-Noè-1024x775.jpg" width="150" height="150" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/vite-ebbrezza-di-Noè-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Noè ebbro dopo aver bevuto il vino" /></a>
<a href='http://www.ilmarionio.it/la-vite-e-il-vino/vite-alicante/'><img data-attachment-id="767" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/vite-alicante.jpg" data-orig-size="900,1200" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;2.8&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;EX-Z1050&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1315637333&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;7.9&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;80&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.003125&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="vite alicante" data-image-description="" data-medium-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/vite-alicante-225x300.jpg" data-large-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/vite-alicante-768x1024.jpg" width="150" height="150" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/vite-alicante-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="vite alicante" /></a>
<a href='http://www.ilmarionio.it/la-vite-e-il-vino/vigneti-ciro-alba/'><img data-attachment-id="764" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/vigneti-cirò-alba.jpg" data-orig-size="1600,900" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="vigneti cirò alba" data-image-description="&lt;p&gt;Luce dell&#8217;alba sui vigneti di Cirò&lt;/p&gt;
" data-medium-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/vigneti-cirò-alba-300x168.jpg" data-large-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/vigneti-cirò-alba-1024x576.jpg" width="150" height="150" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/vigneti-cirò-alba-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Luce dell&#039;alba sui vigneti di Cirò" /></a>
<a href='http://www.ilmarionio.it/la-vite-e-il-vino/vigneti-etna-n-est/'><img data-attachment-id="765" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/vigneti-etna-n-est.jpg" data-orig-size="2048,1536" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;5.6&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;DSC-P72&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1157094930&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;6&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;100&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.0025&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="vigneti etna n-est" data-image-description="&lt;p&gt;vigneti nell&#8217;area di Mascali&lt;/p&gt;
" data-medium-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/vigneti-etna-n-est-300x225.jpg" data-large-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/vigneti-etna-n-est-1024x768.jpg" width="150" height="150" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/vigneti-etna-n-est-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="vigneti nell&#039;area di Mascali" /></a>
<a href='http://www.ilmarionio.it/la-vite-e-il-vino/vigneti-salento/'><img data-attachment-id="766" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/vigneti-salento.jpg" data-orig-size="1599,1200" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="vigneti salento" data-image-description="" data-medium-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/vigneti-salento-300x225.jpg" data-large-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/vigneti-salento-1024x768.jpg" width="150" height="150" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/vigneti-salento-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="vigneti salento" /></a>
<a href='http://www.ilmarionio.it/la-vite-e-il-vino/vite-nerello-mascalese/'><img data-attachment-id="770" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/vite-nerello-mascalese.jpg" data-orig-size="1517,829" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="vite nerello mascalese" data-image-description="&lt;p&gt;Impianti di vite nerello mascalese alle pendici dell&#8217;Etna&lt;/p&gt;
" data-medium-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/vite-nerello-mascalese-300x163.jpg" data-large-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/vite-nerello-mascalese-1024x559.jpg" width="150" height="150" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/vite-nerello-mascalese-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="impianti di vite nerello mascalese sull&#039;Etna" /></a>
<a href='http://www.ilmarionio.it/la-vite-e-il-vino/vite-negro-amaro/'><img data-attachment-id="769" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/vite-negro-amaro.jpg" data-orig-size="1000,667" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;4&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Canon EOS 5D Mark II&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1283341900&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;25&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;100&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.008&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="vite negro amaro" data-image-description="" data-medium-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/vite-negro-amaro-300x200.jpg" data-large-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/vite-negro-amaro.jpg" width="150" height="150" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/vite-negro-amaro-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="vite negro amaro" /></a>
<a href='http://www.ilmarionio.it/la-vite-e-il-vino/vite-ionio-calici/'><img data-attachment-id="768" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/vite-ionio-calici.jpg" data-orig-size="1600,1200" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="vite ionio calici" data-image-description="" data-medium-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/vite-ionio-calici-300x225.jpg" data-large-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/vite-ionio-calici-1024x768.jpg" width="150" height="150" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/vite-ionio-calici-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="vite ionio calici" /></a>
<a href='http://www.ilmarionio.it/la-vite-e-il-vino/vite/'><img data-attachment-id="772" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/vite.jpg" data-orig-size="1600,1200" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="vite" data-image-description="&lt;p&gt;Dal vitigno nerello si produce il Rosso dell&#8217;Etna&lt;/p&gt;
" data-medium-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/vite-300x225.jpg" data-large-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/vite-1024x768.jpg" width="150" height="150" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/vite-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Dal vitigno nerello si produce il Rosso dell&#039;Etna" /></a>

]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ilmarionio.it/la-vite-e-il-vino/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;olivo</title>
		<link>http://www.ilmarionio.it/lulivo/</link>
		<comments>http://www.ilmarionio.it/lulivo/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 26 Dec 2013 16:02:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Gianmaria Domenico Marrara]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[generica]]></category>
		<category><![CDATA[uomo, natura, animali]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ilmarionio.it/?p=743</guid>
		<description><![CDATA[Olea europaea L., ssp sativa, l&#8217;olivo, apparentemente la pianta mediterranea per eccellenza, sia per la sua vasta diffusione su tutto il territorio ( la definizione di regione dell&#8217;olivo, che indica una precisa regione climatica, è divenuta praticamente sinonimo di &#8220;area... <a class="more-link" href="http://www.ilmarionio.it/lulivo/">Continua a leggere &#8594;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Olea europaea L., ssp sativa, l&#8217;olivo,</strong></em> apparentemente la pianta mediterranea per eccellenza, sia per la sua vasta diffusione su tutto il territorio (<em> la definizione di regione dell&#8217;olivo, che indica una precisa regione climatica, è divenuta praticamente sinonimo di &#8220;area mediterranea&#8221;), </em> sia per una così radicata presenza culturale da sembrare ancestrale, e invece proveniente dall&#8217;Asia sud occidentale, tra l&#8217;Armenia e le sorgenti dell&#8217;indo dove era coltivata in tempi remoti dalle popolazioni semitiche dalle quali fu introdotto nel bacino mediterraneo.<br />
Come per altri alberi da frutto, l&#8217;olivo che noi conosciamo rappresenta la lenta evoluzione di una pianta selvatica ( l&#8217;olivastro, tuttora diffusissimo nella macchia mediterranea) sparsa su un vastissimo areale, coltivata e trasformata assiduamente per potenziarne la fruttificazione.<br />
Erodoto (<em>Historiae, I,193)</em> dice che<em> a Babilonia non crescevano alberi di olivo e che le popolazioni si servivano di olio di sesamo, </em>il che indica che nella zona mesopotamica fino a tempi ancora recenti l&#8217;olivo non era stato ancora introdotto.<br />
Noto agli antichi Egizi che ne coltivavano le piante e alle popolazioni semitiche installatesi in Asia in Asia minore, esso comparve all&#8217;inizio probabilmente su quel versante mediterraneo, ma si diffuse nel bacino solo molto più tardi.<br />
L&#8217;olio di oliva era infatti in tempi omerici ancora poco comune nel mondo greco, poiché tutti i riferimenti letterari che se ne hanno lo associano all&#8217;uso prezioso di unguento per i corpi e di cosmetico; citazioni più larghe riguardanti l&#8217;olivo contenute nell&#8217;Odissea sono infatti inserite in brani di più tarda concezione come il passo del letto di Ulisse. A quell&#8217;epoca (X- IX° secolo a.C.) esso era probabilmente un prodotto prevalentemente di importazione in quanto tra le scene rurali descritte sullo scudo di Achille, tra le tante coltivazioni non compare quella dell&#8217;olivo.<br />
In effetti ciò viene corroborato da un passo di Erodoto nel quale afferma che fino a un tempo non molto precedente (siamo nel V secolo a.C.) &#8220;non c&#8217;era un altro albero di ulivo nel mondo cioè in Grecia eccetto quelli di Atene&#8221;.<br />
L&#8217;introduzione dell&#8217;olivo nel mondo greco avvenne dall&#8217;oriente, probabilmente attraverso le isole dell&#8217;Egeo: Eschilo ( 525-456 a.C.) chiama Samos l&#8217;isola delle olive, a indicare una antica tipicità.<br />
Solone nel VI secolo a.C. promulgò le leggi relative alla coltivazione dei fichi e delle olive e a quel tempo l&#8217;albero doveva già ampiamente essere diffuso in Grecia.<br />
L&#8217;introduzione dell&#8217;olivo in Italia avvenne attraverso le colonie della Magna Grecia e forse parallelamente attraverso quelle fenice in Sicilia. Plinio (XV,1) ricorda che secondo lo storico Fenestella ai tempi di Tarquinio Prisco (581 a.C.) esso era del tutto sconosciuto in Italia Spagna e Africa. A partire dalla sua diffusione in Italia i romani lo diffusero in tutto il bacino del Mediterraneo.<br />
L&#8217;aspetto simbolico dell&#8217;olivo fu molto presente presso gli antichi: nell&#8217;Antico Testamento esso è un simbolo di pace (la colomba che ne porta un ramoscello a Noé).<br />
Nella mitologia greca è legato ad Atena: essa ne fece dono alla città di Atene dove esso era considerato un albero sacro.Nella gara per assicurarsi il patrocinio sull&#8217;Attica vinse la gara contro Posidone che a sua volta aveva offerto in regalo una nuova straordinaria creatura, il cavallo.</p>

<a href='http://www.ilmarionio.it/lulivo/ulivi-van-gogh-1889/'><img data-attachment-id="745" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/ulivi-van-gogh-1889.jpg" data-orig-size="960,790" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="ulivi van gogh 1889" data-image-description="&lt;p&gt;Ulivi Vincent Van Gogh 1889&lt;/p&gt;
" data-medium-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/ulivi-van-gogh-1889-300x246.jpg" data-large-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/ulivi-van-gogh-1889.jpg" width="150" height="150" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/ulivi-van-gogh-1889-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Ulivi Vincent Van Gogh 1889" /></a>
<a href='http://www.ilmarionio.it/lulivo/ulivo-fiori/'><img data-attachment-id="746" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/ulivo-fiori.jpg" data-orig-size="435,654" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="ulivo fiori" data-image-description="" data-medium-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/ulivo-fiori-199x300.jpg" data-large-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/ulivo-fiori.jpg" width="150" height="150" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/ulivo-fiori-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="ulivo fiori" /></a>
<a href='http://www.ilmarionio.it/lulivo/ulivo-ramo-frutti/'><img data-attachment-id="752" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/ulivo-ramo-frutti.jpg" data-orig-size="1600,1200" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="ulivo ramo frutti" data-image-description="" data-medium-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/ulivo-ramo-frutti-300x225.jpg" data-large-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/ulivo-ramo-frutti-1024x768.jpg" width="150" height="150" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/ulivo-ramo-frutti-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="ulivo ramo frutti" /></a>
<a href='http://www.ilmarionio.it/lulivo/ulivo-frutti-al-frantoio/'><img data-attachment-id="747" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/ulivo-frutti-al-frantoio.jpg" data-orig-size="1024,768" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;2.4&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Canon PowerShot Pro1&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1195838589&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;7.1875&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.016666666666667&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="ulivo frutti al frantoio" data-image-description="" data-medium-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/ulivo-frutti-al-frantoio-300x225.jpg" data-large-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/ulivo-frutti-al-frantoio.jpg" width="150" height="150" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/ulivo-frutti-al-frantoio-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="ulivo frutti al frantoio" /></a>
<a href='http://www.ilmarionio.it/lulivo/ulivo-macine-pietra/'><img data-attachment-id="749" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/ulivo-macine-pietra.jpg" data-orig-size="1600,1065" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="ulivo macine pietra" data-image-description="" data-medium-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/ulivo-macine-pietra-300x199.jpg" data-large-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/ulivo-macine-pietra-1024x681.jpg" width="150" height="150" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/ulivo-macine-pietra-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="ulivo macine pietra" /></a>
<a href='http://www.ilmarionio.it/lulivo/ulivo-le-presse/'><img data-attachment-id="748" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/ulivo-le-presse.jpg" data-orig-size="955,537" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="ulivo le presse" data-image-description="" data-medium-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/ulivo-le-presse-300x168.jpg" data-large-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/ulivo-le-presse.jpg" width="150" height="150" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/ulivo-le-presse-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="ulivo le presse" /></a>
<a href='http://www.ilmarionio.it/lulivo/ulivo-olio-prima-spr/'><img data-attachment-id="750" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/ulivo-olio-prima-spr.jpg" data-orig-size="2816,2112" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;3.5&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;COOLPIX S4&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1227823570&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;6.3&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;200&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.19607843137255&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="ulivo olio prima spr" data-image-description="" data-medium-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/ulivo-olio-prima-spr-300x225.jpg" data-large-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/ulivo-olio-prima-spr-1024x768.jpg" width="150" height="150" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/ulivo-olio-prima-spr-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="ulivo olio prima spr" /></a>
<a href='http://www.ilmarionio.it/lulivo/ulivo-oro-liquido/'><img data-attachment-id="751" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/ulivo-oro-liquido.jpg" data-orig-size="2816,2112" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;3.5&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;COOLPIX S4&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1227823607&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;44.8&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;200&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.4&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="ulivo oro liquido" data-image-description="" data-medium-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/ulivo-oro-liquido-300x225.jpg" data-large-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/ulivo-oro-liquido-1024x768.jpg" width="150" height="150" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/ulivo-oro-liquido-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="ulivo oro liquido" /></a>
<a href='http://www.ilmarionio.it/lulivo/ulivo-salentino/'><img data-attachment-id="753" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/ulivo-salentino.jpg" data-orig-size="1024,683" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="ulivo salentino" data-image-description="&lt;p&gt;Ulivi secolari vanto del Salento&lt;/p&gt;
" data-medium-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/ulivo-salentino-300x200.jpg" data-large-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/ulivo-salentino.jpg" width="150" height="150" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/ulivo-salentino-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Ulivi secolari vanto del Salento" /></a>
<a href='http://www.ilmarionio.it/lulivo/ulivo-secolare-piana-gioia/'><img data-attachment-id="754" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/Ulivo-secolare-piana-Gioia.jpg" data-orig-size="3648,2736" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;4&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Canon PowerShot A640&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1177505035&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;7.3&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.0125&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="Ulivo secolare piana Gioia" data-image-description="" data-medium-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/Ulivo-secolare-piana-Gioia-300x225.jpg" data-large-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/Ulivo-secolare-piana-Gioia-1024x768.jpg" width="150" height="150" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/Ulivo-secolare-piana-Gioia-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Ulivo secolare piana Gioia" /></a>
<a href='http://www.ilmarionio.it/lulivo/ulivo-varieta-frantoio/'><img data-attachment-id="755" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/ulivo-varietà-frantoio.jpg" data-orig-size="735,500" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="ulivo varietà frantoio" data-image-description="" data-medium-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/ulivo-varietà-frantoio-300x204.jpg" data-large-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/ulivo-varietà-frantoio.jpg" width="150" height="150" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/ulivo-varietà-frantoio-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="ulivo varietà frantoio" /></a>
<a href='http://www.ilmarionio.it/lulivo/ulivo/'><img data-attachment-id="756" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/Ulivo.jpg" data-orig-size="768,576" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="Ulivo" data-image-description="" data-medium-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/Ulivo-300x225.jpg" data-large-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/Ulivo.jpg" width="150" height="150" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/Ulivo-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Ulivo" /></a>
<a href='http://www.ilmarionio.it/lulivo/mani-kalamata-olives-2/'><img data-attachment-id="757" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/mani-kalamata-olives.jpg" data-orig-size="1000,1047" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="mani kalamata-olives" data-image-description="" data-medium-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/mani-kalamata-olives-286x300.jpg" data-large-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/mani-kalamata-olives-978x1024.jpg" width="150" height="150" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/mani-kalamata-olives-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="mani kalamata-olives" /></a>
<a href='http://www.ilmarionio.it/lulivo/mani-kalamata-olive-soap-2/'><img data-attachment-id="758" data-orig-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/mani-Kalamata-olive-soap.jpg" data-orig-size="1011,1474" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;8&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Canon DIGITAL IXUS 85 IS&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1348916250&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;6.2&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;80&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.004&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="mani Kalamata-olive-soap" data-image-description="" data-medium-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/mani-Kalamata-olive-soap-205x300.jpg" data-large-file="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/mani-Kalamata-olive-soap-702x1024.jpg" width="150" height="150" src="http://www.ilmarionio.it/wp-content/uploads/2013/12/mani-Kalamata-olive-soap-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="mani Kalamata-olive-soap" /></a>

]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ilmarionio.it/lulivo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/


Served from: www.ilmarionio.it @ 2026-04-21 10:36:06 by W3 Total Cache
-->